Violenza su una minore: condannato a sei anni, in appello viene assolto

Secondo i giudici bresciani il rapporto sessuale c’è stato ma la ragazza era consenziente. I dubbi, sulla versione fornita dalla giovane, sono rappresentati da due ricostruzioni diverse

SUZZARA. Nel gennaio di un anno fa il tribunale di Mantova lo aveva condannato a sei anni e due mesi di reclusione perché ritenuto responsabile di violenza sessuale nei confronti di una diciassettenne di Suzzara. Il pubblico ministero Carmela Sabatelli, al termine della sua requisitoria ne aveva chiesti sette. Un anno dopo, la Corte d’appello di Brescia ha ribaltato quella sentenza in modo eclatante, assolvendo l’uomo perché il fatto non sussiste.

Secondo i giudici bresciani il rapporto sessuale c’è stato ma la ragazza era consenziente. I dubbi, sulla versione fornita dalla giovane, sono rappresentati da due ricostruzioni diverse. In fase di indagini, infatti, la minorenne aveva fatto riferimento ad una vera e propria violenza fisica mentre nel corso del processo, ha parlato di minaccia, riferita alla presenza di un coltello nella macchina dell’imputato, coltello però che neppure lei vide e che l’imputato non teneva neppure in mano. Perciò i giudici si sono convinti che la giovane, impaurita per la non verificata presenza del coltellino, si sentì costretta ad avere un rapporto sessuale con lui, con una modalità che non farebbe però pensare a una violenza.


I certificati medici, ritenuti la prova della violenza subita, in realtà - sempre secondo i giudici di Brescia - dimostrano una lesione del tutto compatibile con il rapporto sessuale avvenuto, ma assolutamente inidonea a dimostrare una vera e propria violenza. A presentare ricorso in Appello, dimostratosi vincente, l’avvocato Ubaldo Maria Minicuci del foro di Bologna.




 

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