Cano, domenica l’assemblea con il fiato sospeso

Attesa per il risultato del voto elettronico tra sospetti e segnalazioni al garante per la privacy. Dal Forno: tutto regolare

MANTOVA. Domenica 28 giugno  per la Canottieri è il giorno più atteso, quello dei verdetti. In mattinata (ore 9) si tiene, infatti, l’assemblea decapitata dal Covid che dovrà eleggere il nuovo consiglio di amministrazione, approvare il nuovo statuto e dare il via libera al bilancio 2019. Il notaio aprirà subito l’urna virtuale dove, per una settimana, i 7mila soci del circolo hanno riposto il loro voto elettronico. Se all’appello avrà risposto il 50% più uno degli aventi diritto l’assemblea sarà valida e si procederà allo scrutinio. Se, invece, il numero legale non sarà raggiunto ci si darà appuntamento per la seconda convocazione, già fissata per il 12 luglio, quando per la validità dell’assemblea occorrerà un quinto dei soci.

C’è attesa, dunque, per il primo verdetto in una votazione segnata dai sospetti e dalle polemiche, tenute per il momento sottotraccia da tutti, ma che potrebbero esplodere in vari ricorsi tra la prima e la seconda convocazione. Che qualcosa non sia andato per il verso giusto lo dice chiaramente una segnalazione arrivata sino all’Autorità garante per la privacy. Il problema sarebbero le convocazioni per l’assemblea, spedite per posta ordinaria con il codice necessario per votare elettronicamente.

Qualcuno sottolinea il fatto che, in questo modo, i codici fossero a disposizione di più persone, con il rischio di inquinare il voto. Non solo. Già chi ha preparato le lettere, le ha imbustate e spedite potrebbe essere venuto a conoscenza del codice. Richieste di annullamento del voto, secondo qualche socio che per ora preferisce non comparire, sarebbero arrivate anche al collegio sindacale, ma non è stato possibile verificarlo (la presidente Patrizia Geremia era irraggiungibile).

Il presidente uscente Massimo Dal Forno tranquillizza tutti: «So di una segnalazione al garante della privacy ma non mi risultano denunce al collegio sindacale. Siamo tranquilli sull’iter seguito e, quindi, sulla validità dell’assemblea. Se qualcuno vota con un codice di un altro compie una grave irregolarità personale, e non è certo colpa di noi organizzatori. Che abbiamo garantito la massima riservatezza». I due candidati alla presidenza dicono di non essere a conoscenza di denunce. «Che la lettera non fosse raccomandata e che molti non l’abbiano ricevuta è un fatto reale. Quindi, i codici potevano andare in mano a chiunque» dice ErinaZorzella, mentre Gianni Mistrorigo invita tutti alla prudenza: «C’è una ispezione ministeriale in corso».
 

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