Corneliani Mantova, giorni cruciali: tavolo al Mise in settimana

Il sindaco Palazzi ottiene dal ministro di anticipare la convocazione dal 15 ai primi di luglio: «Mi sono fatto portavoce della richiesta delle Rsu: il fattore tempo è decisivo»

MANTOVA. Settimana cruciale per la vertenza Corneliani quella che si apre oggi 29 giugno: è stato anticipato dal 15 ai primissimi giorni di luglio il tavolo di crisi al Ministero dello sviluppo economico. La convocazione dovrebbe arrivare ad azienda, azionisti, commissario giudiziale nominato dal Tribunale, sindacati, Rsu e istituzioni nella giornata di oggi e con tutta probabilità sarà per questa settimana. Lo conferma il sindaco MattiaPalazzi che insieme ai sindacati di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil si era subito mobilitato perché questo accadesse, visto il poco tempo a disposizione per riaprire lo stabilimento e non perdere le consegne della collezione autunno-inverno. «Mi sono fatto portavoce della richiesta delle Rsu Corneliani – spiega Palazzi – di anticipare il tavolo al Mise previsto per il 15 luglio presso il ministro Stefano Patuanelli e la sottosegretaria Alessia Morani. Ho parlato con entrambi e mi è stato comunicato che sono riusciti ad anticipare il tavolo Mise per i primissimi giorni di luglio. Il giorno preciso è giusto sia comunicato dal ministero alle parti sociali, impresa e azionisti, ma sarà davvero a brevissimo». Un anticipo «importante – sottolinea il sindaco – perché sappiamo tutti che il fattore tempo è uno dei fattori determinanti per la difficile gestione della crisi Corneliani. Come i lavoratori e lavoratrici Corneliani, sono a disposizione per continuare a lavorare insieme su ogni strada utile a garantire continuità aziendale».



E sono per questa settimana anche il doppio appuntamento in Regione Lombardia e la seconda convocazione del tavolo di crisi in prefettura. Giovedì la crisi della casa di moda sarà protagonista alle 12 del tavolo convocato dall’assessore regionale al Lavoro Melania Rizzoli (così come chiesto dai sindacati ) e alle 15.30 di un’audizione davanti alla IV  Commissione Attività produttive come richiesto dalla consigliera del Pd Antonella Forattini. In programma per venerdì scorso e rimandato in assenza di novità rilevanti, dovrebbe poi aggiornarsi in settimana il tavolo di crisi coordinato dal prefetto Carolina Bellantoni che rimarrà aperto finché la crisi non sarà risolta.

Tavoli ai quali i segretari di Filctem Cgil, Michele Orezzi, Femca Cisl, Gianni Ardemagni, e Uiltec Uil, Giovanni Pelizzoni chiedono la presenza non solo dell’amministratore delegato Giorgio Brandazza ma anche (e soprattutto) della proprietà, vale a dire il fondo Investcorp (che dai primi di marzo detiene l’86,55%) e la famiglia Corneliani (che ha visto ridursi la propria partecipazione dal 48,6 al 13,4% dopo non aver sottoscritto l’ultimo aumento di capitale di 5,5 milioni) per «inchiodarli alle loro responsabilità»: «Chiederemo – hanno ribadito ancora dal palco venerdì in piazza Sordello – il ritiro del concordato preventivo in bianco e l’immissione di nuova liquidità da parte dei soci, che vengano rispettati gli impegni presi e che invece si sono trasformati in un tradimento ai danni delle lavoratrici e dei lavoratori della Corneliani». Richieste fatte proprie dal sindaco Palazzi nella lettera spedita sabato al co-Ceo del fondo, Hazem Ben Gacem: cinque milioni subito per ripartire e il rispetto della parola data. Quel «I promise» pronunciato davanti agli operai e alla città poco più di sei mesi fa.


 

Video del giorno

Mantova: in 800 per dire addio al dottor De Donno

La guida allo shopping del Gruppo Gedi