Coronavirus, i guerrieri delle retrovie: «La parola e l’ascolto sono le nostre medicine»

Non possono somministrare farmaci, così le loro medicine sono state la compagnia e le parole di conforto. Hanno sprecato lacrime e sudore anche loro, come medici e infermieri. Dietro le mascherine, le tute idrorepellenti e i caschi di protezione con visiera. Ma spesso sono dimenticati.