Il progetto Mab Unesco adesso scalda i motori: «Ma occorre fare rete»

SAN BENEDETTO PO . Il Mab Unesco Po Grande è ai blocchi di partenza: a settembre partiranno i primi progetti. «UUna grande occasione per il futuro», dicono i sindaci dell’area mantovana. La terza tappa degli incontri organizzati dall’Autorità distrettuale del fiume Po con gli amministratori dei Comuni del Mab si è svolta ieri mattina a San San Benedetto Po. I protagonisti sono stati gli amministratori mantovani e rodigini, la cosiddetta Area 3 della riserva. Erano presenti i 25 Comuni delle province di Mantova e Rovigo sugli 85 complessivi delle tre aree.

Hanno preso parola i vari rappresentanti dei territori che hanno messo molto chiaramente sul tavolo della programmazione sfide, risorse e criticità da affrontare. L’incontro è stato aperto dall’assessore al turismo di San Benedetto, Alessia Morandi, che ha sottolineato l’importanza del progetto. «Grazie a quest’azione condivisa – ha spiegato – abbiamo in mano la possibilità di incrementare la valorizzazione del territorio, che non possiamo lasciarci sfuggire. È essenziale fare rete». Dopo l’introduzione della aegreteria tecnica operativa del Mab e la presentazione delle attività territoriali per il biennio 2020-21, la parola è passata agli amministratori locali. Tutti sono concordi nel mettere da parte i particolarismi per lavorare insieme e centrare gli obiettivi di sviluppo e valorizzazione che si presentano.


Si è parlato di interventi in particolare sulle infrastrutture, sottolineando le connessioni attualmente discontinue tra i territori. Nelle prossime settimane partirà una serie di incontri operativi per arrivare alla definizione di progetti sul territorio, i primi dovrebbero essere già a settembre. Nei prossimi giorni ci saranno incontri con le forze economiche e politiche locali.

«Dobbiamo fare rete seriamente come sindaci – dice il presidente del Consorzio Oltrepò, Alberto Borsari – ogni Comune si impegni, da qui derivano risorse per pensare un futuro diverso per la nostra area, un futuro più sostenibile, di riscoperta del territorio e non incerto come quello di adesso. Vedo presupposti molto positivi e concreti, possibilità di sviluppo sostenibile e a livello sociale ed economico per il nostro territorio». —
 

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