La carica dei supermaturi: la classe dei record è allo scientifico Fermi di Mantova

Gli studenti della VB in gita a Praga in febbraio, poco prima del lockdown

Otto studenti della VB meritano il 100 e tre di loro anche la lode. La preside: «Ragazzi straordinari in un momento difficile»

MANTOVA. Tutti supermaturi nell’estate dello sconforto planetario, che ha rovesciato la quotidianità in miraggio, l’ordinario in straordinario, guastando un rito di passaggio che poggia sulla condivisione. Le tirate a ripassare tra compagni, confortandosi a vicenda, le vacanze di gruppo, la spensieratezza dell’ultima stagione sull’orlo della giovinezza piena. E invece. Il confinamento ha compresso il presente tra le mura di casa, arretrando la linea dell’orizzonte fino all’uscio. Tutti supermaturi a prescindere dal voto, quindi. E poi ci sono gli studenti (ormai ex) della VB del liceo scientifico delle scienze applicate del Fermi: cinque promossi con 100 centesimi, e altri tre che hanno meritato anche la lode.

Mica secchioni o nerd, etichette odiose, ma ragazzi appassionati, ricchi di desideri e affamati di futuro. Una classe da record, questa VB, larga 26 compagni, tutti emozionati il giorno dell’esame, e pazienza se non è stato come avevano immaginato soltanto quattro mesi prima. La lezione più ruvida, quella della vulnerabilità globale e della fragilità dei propositi, è arrivata dalla natura, dal mondo fuori, con i suoi traffici ed eccessi.

Complimenti a Davide Bonfanti, Giulia Cicogna e Giulia Tazzoli (i 100 e lode), ad Angelo Arisi, Carlotta Baroni, Fabio Sandonini, Francesco Bottoli e Olga Davì (i 100). E complimenti pure agli altri 18 compagni. Bravi tutti. Prof compresi, come sottolinea la dirigente del Fermi, Marianna Pavesi: «Risultati come questi non arrivano se non c’è l’apporto dei docenti, in termini di vicinanza e accompagnamento. E poi, sì, parliamo di ragazzi straordinari che s’impegnano tantissimo e hanno mille interessi. Ho una smisurata fiducia in loro. Ecco, credo davvero che la maturità 2020 resterà come una testimonianza autentica d’impegno civico in un momento complicato e difficilissimo».

Un augurio per il futuro degli studenti usciti dal Fermi nell’anno del Covid? «Auguro loro tutto il meglio possibile – scandisce Pavesi – e spero che conservino un bel ricordo della nostra scuola, di quanto sono cresciuti in queste aule. Merito anche dei dirigenti che mi hanno preceduto».

«Cosa mi ha colpito di questi ragazzi? La dignità con la quale hanno affrontato i colloqui, i loro occhi che brillavano – risponde la presidente di commissione, Daniela Lubrano – e non si creda che è stato un esame facile, di serie B. Al contrario. Sono stati bravissimi, nonostante a questa maturità sia mancata la magia, lo studio insieme ai compagni, la classica notte prima degli esami, la dimensione di socialità. Io, che ero alla prima esperienza da presidente, ho fatto il possibile per accoglierli come meritavano, mettendoli a loro agio. E sa cosa? L’ultimo giorno, fuori dalla scuola ho trovato due studenti venuti a ringraziarmi a nome della classe per l’umanità mostrata. Un gesto che mi ha commosso».

Un augurio per il futuro? «Che possano esprimere pienamente i propri desideri – ripete Lubrano – che facciano un lavoro in sintonia con i loro interessi». “Ripete” perché questo stesso augurio l’ha affidato a un messaggio recapitato agli studenti da una prof. Studenti con le idee chiare e dal carattere tenace, andati in Sicilia a indagare la mafia, capaci di raccontare del maxiprocesso, del giudice Rosario Livatino, del giornalista Mauro Rostagno. Quasi un miracolo nello Stivale smemorato. «Una classe fantastica, di quelle che ti capitano ogni dieci anni» si entusiasma Lubrano.

E complimenti anche all’altra classe, la VD, che ha inanellato due 100 (Giacomo Grazioli e Alba Ramzoti) e altrettante lodi (Martina Buoli e Arianna Savi). Tutti supermaturi sulla ruota di questo pianeta imperfetto e bellissimo. 

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