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Marchetti non si scusa, la multa al sindaco infiamma il consiglio

La minoranza all’attacco: «Una caduta di autorevolezza» La difesa: «Sono questioni private, attacco di cattivo gusto»

Ugo Buganza
1 minuto di lettura

MAGNACAVALLO. Quello che sembrava un consiglio chilometrico, con 12 argomenti all’ordine del giorno, tra cui ben sei interpellanze della capogruppo Maria Cristina Formigoni, si è risolto in poco più di un’ora pur con momenti di tensione tra la stessa e il sindaco di Magnacavallo Arnaldo Marchetti. Dopo l’ok al rendiconto finanziario 2019, le interpellanze, tra cui spiccava quella inerente la violazione di norme vigenti in materia di Covid 19 da parte del sindaco. La minoranza ha evidenziato che «nessuno nutre astiosità nei confronti di Marchetti, privato cittadino, il quale però accettando a suo tempo la carica di sindaco ha rinunciato ad essere privato cittadino».

E ancora: «Si è sindaci a 360 gradi e non solo quando si indossa la fascia tricolore. Con quale autorevolezza poteva rivolgersi ai cittadini, richiamandoli al rispetto delle regole, quando ha ritenuto lecito violarle per quello che ha definito un fatto privato? Ci sono stati altri amministratori che sono incorsi in sanzioni per aver violato le restrizioni. Hanno dato le dimissioni o hanno chiesto scusa alla cittadinanza». Formigoni ha concluso come sia «triste constatare che Magnacavallo non si sia meritato né chiarimenti né scuse dell’interessato».

Questa la risposta di Marchetti: «Personalmente ritengo di non dover dare spiegazioni sul fatto che come privato cittadino mi trovavo fuori paese per motivi personali, ma lo faccio ugualmente. La sera del 29 marzo mi sono recato a casa della mia convivente per portarle generi alimentari da lei richiesti e una parola di conforto in quanto il giorno 23 le era venuta a mancare la mamma e poi sono andato ai funerali in forma ristretta. Mi potevo avvalere del ruolo istituzionale ma non ho contestato la contravvenzione, che ho pagato. Contro i sentimenti non ci si va e ritengo che questa interpellanza sia solo un attacco alla persona, di cattivo gusto».

Riguardo a un’altra interpellanza, sullo stato degli accordi con i proprietari della ex stalla sociale per bonificare l’amianto, ha risposto l’assessore Maurizio Guidorzi. La vicenda sembra finalmente avviata ad una soluzione definitiva. Il 28 maggio l’architetto Favaretto della ditta Inventum Green Power di Merano ha presentato il progetto di sostituzione copertura esistente e installazione di impianto fotovoltaico. —

 

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