Crolla il mercato del lavoro nel Mantovano, la Cisl: oltre 600 posti persi

A maggio il rapporto tra assunzioni e cessazioni in calo del 70% rispetto a un anno fa. Il segretario Perboni: infrastrutture e collegamenti per rilanciare l’economia

MANTOVA. Quasi il 70% in meno: mercato del lavoro in picchiata a maggio rispetto a un anno fa. A lanciare l’allarme è il segretario della cisl Asse del Po Dino Perboni: «Si registra una pesantissima perdita di posti di lavoro nel territorio mantovano, facendo segnare un -68,8% nel rapporto fra assunzioni e cessazioni che si traduce in 611 occupati in meno». Secondo il sindacalista diventa quindi «sempre più impellente investire in progetti di ampio respiro e strutturali che diano slancio e fiducia alle potenzialità e alle energie del territorio di Mantova». Uno slancio che «passa inevitabilmente per un potenziamento dei collegamenti stradali e ferroviari di Mantova, a partire la realizzazione delle due infrastrutture strategiche quali: il raddoppio della collegamento ferroviario Mi-Cr-Mn e la realizzazione dell’autostrada Cremona-Mantova, che realizzerebbe due importantissimi snodi di collegamento, non solo con Milano, ma con il Brennero e quindi con il nord Europa». Inoltre «far partire – aggiunge Perboni – questi cantieri farebbe partire di nuovo l’edilizia, da troppo tempo penalizzata e che rappresenta un settore fondamentale nello sviluppo del economico». Infine «nei collegamenti interni, è fondamentale il ponte di San Benedetto Po».



Perboni passa quindi all’analisi dei dati ricavati dalla Cisl Lombardia dal sistema regionale Sistal: «A maggio le assunzioni sono passate dalle 5.222 del 2019 alle 3.620 del 2020 con un calo del 30,7%, mentre le proroghe si sono abbassate del 10,1% e sono attestate a 1,204 rispetto alle 1.339 del 2019. Le trasformazioni «sono passate da 480 del 2019 a 444 nel 2020 con un calo del 7,5%. Infine, le cessazioni sono diminuite del 22,9% attestandosi ai 3.343 rispetto alle 4.334 del 2019».

Ecco la divisione per settori. «Il settore dell’industria, ha registrato un tracollo degli avviamenti, che sono calati del 37%, le cessazioni sono calate del 28,8%. Complessivamente l’industria ha segnato il record negativo del –126,5% delle assunzioni rispetto alla cessazioni dello stesso periodo del 2019 con una perdita di 109 occupati». I servizi e il commercio hanno riscontrato una diminuzione delle assunzioni con un calo del 42,7%; le cessazioni sono calate del 27,6%. Il tutto «si traduce calo delle assunzioni con una diminuzione del 106% che in termini di occupati, fra i due periodi, ne registra -683». Le costruzioni «hanno visto una crescita delle assunzioni del 14,6%, le cessazioni un calo del 29,6%.» e «nel complesso il rapporto fra assunzioni e cessazioni è aumentato del 470% portando gli occupati a +94 nel 2020». Infine, l’agricoltura: «Ha riscontato una crescita delle assunzioni pari al 29% , le cessazioni sono in aumento del 19,2%. Il rapporto fra avviamenti e cessazioni è cresciuto del 63%».

Passando alle tipologie contrattuali. L’apprendistato «segna un calo delle assunzioni del 54,6%, mentre le cessazioni sono diminuite del 37%. Il saldo fra assunzioni e cessazioni è stato del -79%». Le assunzioni con i contratti tempo indeterminato «sono calati del 32,6% e le cessazioni sono in flessione del 37,6%». Considerando complessivamente i contratti stabili «si riscontra che le assunzioni sono in calo del 36,7%; le cessazioni del -37,6%». Per quanto riguarda i contratti flessibili «la situazione è complessivamente in calo, tant’è che nel 2019 le assunzioni sono state 4.182 rispetto ai 2.962 del 2020 con una flessione del -29,2% e Anche le cessazioni sono diminuite passando da 3200 ai 2635 del 2020». Infine nei contratti a tempo indeterminato le assunzioni sono calate del 30% e le cessazioni del 19,2%.

La guida allo shopping del Gruppo Gedi