Mantova, i nomi di nonni e genitori morti per il Covid-19 rompono il silenzio Commozione al cimitero

“Noi” è stata una cerimonia per ricordare chi non c’è più. Le storie strazianti tra ricordi, cartoline e fotografie di affetti perduti 

MANTOVA. Un silenzio toccante, rotto solo dai nomi di nonni, genitori e amici che non ci sono più. Nomi scanditi dai parenti che ieri hanno ricordato al cimitero degli Angeli i propri cari che hanno perso la vita nei mesi della pandemia. “Noi” il nome della cerimonia commemorativa di luce, ricordi e oggetti personali in memoria dei defunti per Covid-19.

Mantova, cerimonia per le vittime del Covid

Un momento voluto dall'associazione Maria Bianchi in collaborazione con Comune e Tea e con il patrocinio dell'Asst di Mantova. Un rito collettivo per commemorare chi non c'è più, un'esperienza per vivere il lutto individuale in una dimensione di comunità. Ad aprire la commemorazione l'intervento delle autorità in un luogo simbolico, l'ingresso del cimitero, luogo di passaggio. «In tanti non hanno potuto dare l'ultimo saluto ai propri cari - le parole del sindaco Palazzi - un dolore doppio, triplo. Spesso sono stati medici e operatori sanitari ad abbracciare per ultimi queste persone, per non lasciarli soli nel momento più difficile. Ed è proprio questo l'insegnamento da cogliere. Non dobbiamo lasciare solo nessuno, dobbiamo fare di tutto perché la comunità si stringa sempre attorno a chi ha fragilità. Ai familiari delle vittime dico grazie per la forza, civiltà e compostezza con le quali avete vissuto questo dramma».


Presente anche Patrizia Modena, vice sindaco del Comune di San Giorgio Bigarello. Ad ognuno dei familiari è stata consegnata una candela, spenta, e il corteo ha raggiunto in silenzio la sala del commiato. Seduti in cerchio, i presenti hanno acceso le candele. «Un segno d'amore per la vita - ha spiegato Maria Angela Gelati, che ha guidato la commemorazione - e il ricordo che la morte non è una sconfitta. La luce rappresenta la vita dentro di noi e lo spirito dei nostri cari». I familiari hanno chiuso gli occhi, elaborando pensieri e sensazioni. Poi, hanno scandito i nomi dei loro cari, risuonati nel silenzio.

«Mio padre era il pilastro del mio quotidiano ed è stato davvero difficile accettare di non poter condividere le sue sofferenze», un pensiero. C'è chi ricorda il senso di impotenza di quelle settimane, chi sarà accompagnato per tutta la vita da domande che non hanno avuto risposta. «Era mio padre e non ho potuto salutarlo». C'è chi ricorda la scomparsa di entrambi i genitori di un'amica. «Un vuoto difficile da colmare con le parole». In tanti hanno portato oggetti. Foto di nonni sorridenti con i nipotini, una cartolina scritta anni fa e rispuntata in questi giorni. Ne raccontano la storia. Riportano alla luce episodi lontani nel tempo, il cui ricordo è vivo. Le immagini vengono condivise, in tanti non trattengono le lacrime. La commozione colpisce anche chi non ha avuto lutti, tanto forte è il legame venutosi a creare nella stanza. «Vi sono vicina».

Il ricordo va ai tanti anziani scomparsi. A loro è dedicato il minuto di raccoglimento finale.

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