Mantova, dagli arresti domiciliari al carcere

Spacciatore tunisino ospitava connazionali, che disturbavano i vicini, nonostante il divieto: avviata la procedura di espulsione

MANTOVA. Nella mattina del 2 luglio gli agenti della Divisione anticrimine della questura di Mantova, in esecuzione a una ordinanza emessa dall’Ufficio di sorveglianza del tribunale di Mantova, hanno tratto in arresto F. C., 32enne di origine tunisina sottoposto agli arresti domiciliari in una abitazione di Valletta Paiolo per spaccio di sostanze stupefacenti.

L'uomo, da tempo in detenzione domiciliare, aveva iniziato a non rispettare le norme che regolano il regime detentivo al quale era sottoposto, mantenendo anche una condotta contraria alle regole di civile convivenza nei confronti degli altri inquilini e dei responsabili della Cooperativa proprietaria dello stabile, che gli aveva offerto ospitalità per l’espiazione della pena. In particolare, F. C., nonostante il divieto assoluto dal farlo, era solito dare ospitalità in ore diurne e notturne a “chiassosi” connazionali, alcuni dei quali pregiudicati, organizzando eventi conviviali assolutamente vietati per chi si trova sottoposto agli arresti domiciliari, e generando, in tal modo, notevoli disturbi e disagi agli altri abitanti del condominio.

Nonostante le ripetute lamentele degli altri inquilini, il tunisino non ha in alcun modo accennato a modificare il proprio comportamento tant’è che la cooperativa si è vista costretta a revocare la disponibilità dell’appartamento quindi è venuta meno una delle condizioni essenziali per usufruire della misura alternativa. La polizia perciò ha arrestato e trasferito F.C. in carcere a Mantova in attesa che il tribunale di sorveglianza di Brescia emani ulteriori determinazioni. Il questore Paolo Sartori ha altresì dato disposizioni all’Ufficio immigrazione di avviare il procedimento di espulsione.

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