Quarto focolaio in un salumificio: su 25 dipendenti scoperti 6 positivi

Sotto osservazione il laboratorio “Rosa” di Viadana. Il punto di Stradoni su contagi e attività ospedaliera  

VIADANA. Spenta l’emergenza sui tre focolai al Gardani, al Ghinzelli e al Martelli, in queste ore l’attenzione si è spostata sul salumificio Rosa di Viadana dove su 25 dipendenti sottoposti a tampone sono emersi sei casi di Covid, uno dei quali ha comportato il ricovero di un uomo all’ospedale di Cremona. Non è grave e ieri le sue condizioni erano già nettamente migliorate. Il laboratorio è stato chiuso per alcuni giorni. Sono in corso le indagini epidemiologiche per rintracciare i contatti.

«I focolai scoppiati in questi giorni nel Viadanese e gestiti dalle unità dell’Ats sono sotto controllo e negli ospedali non hanno prodotto recrudescenza dei casi. Il pronto soccorso ci avvisa regolarmente e ad oggi non abbiamo visto una ripresa dei contagi». È rassicurante il direttore generale dell’Asst di Mantova, Raffaello Stradoni, nel fare il punto sulla situazione Covid in provincia di Mantova. «Le terapie intensive sono vuote – prosegue – e stiamo gradualmente riaprendo i nostri servizi, con l’accortezza di tenere aperti ancora spazi in grado di garantire una immediata riattivazione dei reparti nel caso si presentasse una ripresa».


Stradoni ha poi fatto un’analisi sulla ripartenza. «Per i ricoveri ordinari la situazione si sta lentamente avviando alla normalità e anche gli interventi chirurgici vengono fatti con regolarità. Certo non siamo ancora arrivati al livello precedente il periodo Covid, ma non ci risultano lunghe liste di attesa».

Tra le principali criticità il direttore generale dell’Asst mette la parte ambulatoriale. «Dall’inizio dell’anno al mese scorso complessivamente abbiamo erogato un 65-70% di prestazioni rispetto al periodo precedente. Il punti prelievi resta uno dei problemi principali. Prima c’era l’accesso libero, oggi invece noi abbiamo la necessità di trasformare il grosso degli accessi da libero a prenotazione per calendarizzare gli accessi delle persone ed evitare gli assembramenti. La riapertura dei punti prelievi è iniziata l’8 giugno e finora abbiamo erogato il 60-65% di queste prestazioni su prenotazione.

Abbiamo comunque deciso di tenere aperta anche una linea extra prenotazione per quei i soggetti che non hanno dimestichezza con la procedura. Chi si è prenotato ha la precedenza, ma noi non respingiamo nessuno, anche se si presenta direttamente».

Per allargare la modalità di prenotazione l’Asst in queste ore attivato un numero verde regionale, oltre agli altri canali interni e alle farmacie. Stradoni ammette anche che le aree di crisi sono rappresentate dalla prestazioni più richieste, come le cardiologiche e le oculistiche, mentre non gli risultano difficoltà per radiologia ed ecografie. Infine l’invito a pazientare, soprattutto nei punti di accoglienza: «Oggi è saltato tutto, prima c’erano le zone di attesa, oggi siamo costretti a utilizzare gli spazi all’aperto, che non sono certamente confortevoli, ma abbiamo già montato alcuni gazebo e messo alcune, anche se so bene che sono palliativi.

Cerchiamo comunque di essere sempre prudenti. Il virus manifesta una ripresa in certi Paesi occidentali e la raccomandazione è sempre la stessa: distanziamento, mascherina e lavaggio delle mani. E ai primi sintomi rivolgersi al proprio medico di medicina generale». —

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