Annullata la fiera dei Mangiari

La decisione, a sorpresa, arrivata dopo la richiesta del sindaco Mattia Palazzi

MANTOVA. Contrordine: stop al «più grande ristorante all’aperto di Mantova», nell’«impareggiabile cornice del Lungolago Gonzaga». La Fiera dei Mangiari è cancellata.

La notizia arriva in coda a una giornata turbolenta, percorsa dallo sconcerto rabbioso delle associazioni di categoria, in un moltiplicarsi di comunicati e post dai toni sempre più aspri. Morale, annunciata l’altro ieri e in programma dal 31 luglio al 9 agosto, la fiera è cassata dopo ventiquattro ore. «Pur con rammarico, accogliamo la richiesta del sindaco Palazzi di annullare l’ormai imminente nona edizione», informano attraverso una nota gli organizzatori di A.Tema, società della consigliera di maggioranza Francesca Andreatta (Italia Viva). Una rinuncia che pesa: «Inutile dire che questa richiesta comporta per la nostra realtà, mantovana e attiva da anni nell’organizzazione di eventi, così come agli espositori un sacrificio economico e di immagine – il messaggio sembra essere rivolto al sindaco – Un sacrificio aumentato dal fatto che l’organizzazione dell’edizione di quest’anno si è resa ancor più complessa per l’esigenza di rispettare rigorosamente tutte le disposizioni per la protezione della salute di visitatori e lavoratori».
Avrebbero potuto andare allo scontro con Palazzi, la fiera ha status regionale, ma hanno desistito: «Non sarebbe nel nostro spirito proseguire nell’organizzazione dell’evento in barba alla richiesta della massima autorità cittadina, pertanto scegliamo di accoglierla, pur dispiaciuti per le aspettative delle migliaia di mantovani che ormai da nove anni dimostrano grande affetto per la nostra manifestazione, a cui diamo appuntamento al 2021 con la prossima edizione che si terrà dall’11 al 20 giugno». Insomma, un «obbediamo» risentito.
E il sindaco? Ricostruisce la vicenda in un post di Facebook, dalla domanda presentata dagli organizzatori «agli uffici competenti» alla sua richiesta di soprassedere. Nonostante le normative regionali legittimerebbero la manifestazione (nel rispetto delle misure anti-Covid).

«Ritengo preferibile che quest’anno la Fiera venga rimandata, consapevole di chiedere un sacrificio – scrive Palazzi – Ciò sia per le importanti restrizioni e prescrizioni, che ridurrebbero almeno della metà gli stand, sia per la faticosa fase di ripresa economica che la ristorazione mantovana sta vivendo. Per questo ho chiesto agli organizzatori di saltare l’edizione di quest’anno definendo già le date del 2021 e li ringrazio davvero per l’importante e non scontata disponibilità dimostrata».

Mano tesa ad A.Tema, anche se nell’obbedienza recalcitrante degli organizzatori, e nella riconoscenza un po’ trattenuta del sindaco, è leggibile uno sfilacciamento dei rapporti. Mentre nel setaccio dell’opinione pubblica resta l’impressione di un pasticcio, al di là della procedure e degli uffici competenti. «Non ho mai condiviso le polemiche di vario tipo sulla fiera ed ho, anzi, il massimo rispetto per i suoi organizzatori e per chi ci lavora – assicura ancora Palazzi – Ma, inutile nasconderlo, questo è un anno particolare nel quale ogni sforzo, come stiamo facendo, deve andare a sostegno degli operatori economici, sociali e culturali cittadini». Il messaggio vale anche per tutte le altre manifestazioni gastronomiche della stessa natura: se ne riparlerà nel 2021. Un peso e una misura. «Non una presa di posizione facile», allontana i sospetti Palazzi, ma la necessità di esprimere indirizzi chiari.

«Apprezziamo fortemente la scelta responsabile del sindaco e degli organizzatori dei Mangiari – commenta il presidente di Confesercenti, Gianni Rebecchi – è la soluzione migliore per la città, anche perché avrebbe creato un precedente di difficile gestione». «È una decisione di buonsenso, riferita a un momento storico di grande affanno – concorda il direttore di Confcommercio, Nicola Dal Dosso – in plauso al sindaco che, accanto all’aspetto sanitario, ha tenuto in considerazione anche le difficoltà economiche di imprenditori che stanno facendo i conti con fatturati dimezzati. Ogni iniziativa utile a mantenere l’equilibrio dell’offerta è ben accolta».

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