Medole ritorna a essere la capitale dei matrimoni

Riapre il convento dell’Annunciata, luogo scelto per le nozze anche dall’estero. Con il lockdown rinviate oltre 30 cerimonie. Ma da questo mese si ricomincia

MEDOLE. Il Comune di Medole si sta riorganizzando anche sul fronte dei matrimoni. Un settore che vede il municipio collaborare con il convento dell’Annunciata e che ha fatto di Medole un centro internazionale per celebrare il giorno più bello della vita di due persone.

L’emergenza Covid aveva, però, bloccato l’avvio di quella che è la stagione migliore in assoluto per le nozze, e cioè la primavera. Il sindaco Mauro Morandi aveva raccontato amaramente che si erano dovute sospendere oltre trenta cerimonie già fissate, alcune delle quali con persone che arrivavano da tutto il mondo, anche dal continente asiatico.


Lo stop, dunque, rischiava di costare caro a tutti. In primis a chi aveva ormai fissato il viaggio e la festa, e che doveva sommare al danno economico anche la delusione emotiva. Ma a rimetterci era anche la struttura dell’Annunciata (gestita da un privato) e, infine, il Comune che dalla celebrazione civile di queste cerimonie incamera risorse importanti per la vita amministrativa del paese. La decisione di ripartire, al netto delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza da rispettare, è dunque un tassello verso il ritorno alla normalità e, allo stesso tempo, un modo per riavviare un circuito economico importante che porta persone sul territorio.

C’è disponibilità da parte del Comune a celebrare sia in luglio che in agosto, oltre naturalmente che a settembre e nelle prime settimane d’autunno. Una decisione che, negli intenti, dovrebbe fruttare alle casse del Comune circa 30mila euro.

Il convento dell’Annunciata di Medole nasce nel 1455 dalla donazione fatta agli Eremitani di Sant’Agostino di una chiesetta privata con casa e orto. Nel tempo l’importanza del convento aumenta, al punto che il 28 giugno 1543 l’imperatore Carlo V visita il convento e dona ai frati un sontuoso breviario rilegato in argento. Un altro visitatore illustre è San Luigi Gonzaga, molto devoto all’immagine miracolosa della Vergine custodita dai frati. Due anni fa il convento fu aperto dalla delegazione Fai dell’Alto mantovano e molte furono le persone che sfruttarono questa occasione per visitare il complesso.

 

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