Guide turistiche abusive a Palazzo Te a Mantova: il caso sbarca in parlamento

Il sindacato sentito nella commissione al Senato: abbiamo denunciato la grave irregolarità dei custodi. Il Comune: nessuna violazione

MANTOVA. Il caso del personale di custodia di Palazzo Te che si trasforma in guide turistiche, denunciato dal consigliere comunale ex Cinque Stelle Tommaso Tonelli, è approdato in parlamento. L’Angt, il sindacato nazionale delle guide, è stato audito dalla commissione istruzione, ricerca e beni culturali del senato e, «in quell’occasione - dice Manuela Roversi, guida turistica di Mantova e socia dell’Associazione nazionale guide turistiche - è stato segnalato questo grave abuso». Il sindacato presto invierà alla commissione tutta la documentazione relativa a quanto già sostenuto davanti ad essa, evidenziando la volontà di non mollare e di battersi in tutte le sedi per far valere i diritti dei suoi iscritti. «In un momento così delicato - dicono in coro le guide - non si possono sopportare azioni che mettano a rischio il nostro lavoro».

Le guide turistiche di Mantova avevano già segnalato, a inizio giugno, sia alla Fondazione Palazzo Te che al sindaco Mattia Palazzi «la scorretta attività di diversi custodi-accompagnatori» all’interno della reggia. «I custodi accompagnatori - ricorda la Roversi - hanno solo il compito di vigilare sul rispetto delle misure anti-Covid; ma, a tutti gli effetti, spiegavano durante l’accompagnamento, svolgendo così l’attività impropria di guida turistica». Dopo questa segnalazione a Fondazione e sindaco di una socia del sindacato e di fronte al fatto che nessuna risposta è arrivata, «l’Angt, durante la sua audizione, ha investito del problema la commissione parlamentare».


In precedenza a Mantova si era mosso il consigliere indipendente Tonelli che con un’interrogazione aveva chiesto conto al sindaco del comportamento del personale di Palazzo Te. In particolare, intendeva chiarire se a sostituirsi alle guide turistiche nell’illustrazione delle bellezze di Palazzo Te fossero stati i dipendenti della villa giuliesca oppure quelli di Verona 83, la società che ha in gestione i servizi integrativi nel Palazzo (biglietteria, sorveglianza, sicurezza, noleggio, bookshop e prenotazioni, appalto peraltro scaduto il 30 giugno e prorogato dal Comune per altri tre mesi). «Ringraziamo tutti coloro che hanno segnalato questo grave abuso - dice la Roversi - in modo particolare il consigliere comunale Tonelli che, grazie alla segnalazione di alcuni turisti, ha reso pubblico il fatto».

Il Comune, in una nota, si difende: «Il servizio di accompagnamento dei visitatori è stato organizzato, allo scadere del periodo di lockdown, allo scopo di assicurare il rispetto delle normative anti Covid-19 in primis quella del distanziamento fisico, come tutela di visitatori e operatori. I custodi non svolgono e non hanno svolto alcuna attività di guida turistica; tuttavia essendo operatori formati, essi sono anche in grado di fornire indicazioni sul palazzo se richieste, senza con questo ledere il legittimo diritto di esercizio delle guide professionali». E viene ricordato che per ciascun percorso, nel numero massimo di visitatori, se si tratta di una visita organizzata, è sempre calcolata la presenza di una guida.

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