Il bonus ferie per ora fa flop: solo nove strutture lo accettano

Nel Mantovano il grosso degli hotel è ancora al palo, poche adesioni all’iniziativa. «A chi gestisce le strutture serve liquidità, non recuperi fiscali per il futuro»

MANTOVA. Dall’entusiasmo iniziale alla cruda verità dei giorni nostri il passo è stato breve. Il bonus vacanze, oggetto del desiderio di molti italiani viste le cinghie tirate dal lockdown, è diventato una mezza chimera. Non tanto per i fruitori, pronti a intraprendere il viaggio burocratico per accedere alle agevolazioni (fino a 500 euro). Sono infatti i gestori delle strutture ricettive a fare spallucce. Pochi, pochissimi gli alberghi che aderiscono all’iniziativa promossa dal governo.

A livello nazionale i numeri parlano di oltre il 50% delle strutture che negano l’utilizzo dello sconto ministeriale. E non è un capriccio degli imprenditori. Dopo mesi di chiusura forzata e con una stagione estiva che stenta a decollare, gli albergatori si ritrovano con scarsa liquidità in cassa. Il bonus, incentivo positivo per far muovere la clientela, è un credito di imposta che però non porta soldi freschi e soprattutto rapidi. Funziona infatti così: la struttura ricettiva fa lo sconto immediato al cliente che prenota, successivamente arriverà il recupero fiscale sulle tasse che andrà a versare. Ma per le imprese turistiche che hanno bisogno di liquidità immediata per rimettersi in sesto non è una condizione vantaggiosa: «Noi per principio siamo più che favorevoli al bonus proposto dal governo – afferma Gianluca Bianchi, referente di Federalberghi sul territorio – ma il problema è che di clienti che ce lo chiedono non ne abbiamo ancora sentiti. Per questo ci siamo un attimo stoppati su questo fronte, fermo restando che con i miei hotel potrei decidere a breve di sposare l’iniziativa. Il problema è che stiamo uscendo devastati da questa situazione d’emergenza, abbiamo avuto un calo inimmaginabile delle presenze. Speriamo di poter recuperare terreno con la fine dell’estate e l’autunno, periodi buoni soprattutto per visitare la città. Però non sarà semplice: dall’estero non ci sono prenotazioni, gli italiani invece sono impauriti e impoveriti. Ci vorrà tempo e questo va ben oltre il discorso del bonus vacanze».

Il bonus vacanza è attivo su fatture giustificative dal primo luglio al 31 dicembre. È valido solo per i nuclei familiari (anche per le singole unità) con Isee che non supera i 40 mila euro, con un sostegno va dai 100 ai 500 euro. È necessario scaricare la app “IO” e seguire i passaggi per la richiesta di rimborso (non sono utilizzabili i siti come booking.com o airbnb, solo pagamenti diretti alle strutture). Scorrendo i siti internet di Federalberghi e dei bed and breakfast ci si imbatte facilmente nell’elenco delle strutture che accettano il bonus vacanze. E facilmente si può constatare che a Mantova e provincia sono soltanto 9 gli esercizi che aderiscono all’iniziativa. In città c’è l’hotel La Favorita, Corte Posta e il Sei Porte Guesthouse. Nella zona delle colline moreniche ecco Corte Crivellina (Ceresara), Corte Tosina (Monzambano), La Spia d’Italia (Solferino), Agriturismo Vojon (Ponti sul Mincio), Le Sorgive e le Volpi (Solferino), Il Grande Salice (Ponti sul Mincio). E tutti gli altri? La maggior parte sono ancora chiusi (e lo resteranno per molto). Altri invece non trovano convenienza in questa forma di sostegno ai viaggi.

C’è quindi un’offerta limitata da questo punto di vista per i turisti che vogliono visitare il nostro territorio: «Il problema principale – conferma Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi – è che le strutture hanno bisogno di una disponibilità immediata di fondi per rimettersi in sesto dopo mesi terribili. E il bonus, che sicuramente è positivo, non aiuta a respirare. Ci sono spese vive da sostenere, l’agevolazione fiscale futura conta poco». —


 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi