Mantova, scatta l’allarme ozono: superata la prima soglia

Arpa: «Evitare l’attività all’aria aperta dalle 12 alle 16». Zolezzi e Fiasconaro: «Ridurre subito le emissioni in atmosfera» 

MANTOVA. Smog d’inverno, quando le polveri sottili avvelenano la pianura nebbiosa, e ozono d’estate, quando, sommato all’irraggiamento del sole e al bollore delle temperature, l’inquinamento continua ad aggredire il respiro. L’indice punta sempre al traffico e alle attività industriali. Altro inquinante (secondario), stesse fonti e uguale minaccia. La pessima notizia è che venerdì 10 luglio nella provincia di Mantova di è superata la soglia d’informazione, pari a una media oraria di 180 microgrammi per metro cubo.

Tradotto, nelle ore più calde è meglio starsene al chiuso perché l’ozono irrita occhi, gola e polmoni, anche a basse concentrazioni. «Per minimizzare gli effetti sulla salute – suggerisce Arpa – in particolare nei soggetti più a rischio come bambini, anziani o persone con problemi respiratori, è consigliabile evitare il più possibile le attività all’aria aperta nelle ore di maggiore insolazione, generalmente dalle 12 alle 16. Utile anche una dieta ricca di sostanze antiossidanti a base di frutta o verdura di stagione». Buonsenso imporrebbe che l’accortezza valesse per tutti, e non solo per i soggetti più fragili, senza aspettare lo sforamento della soglia d’allarme (240 microgrammi per metro cubo). Perché il danno è cumulativo, bastano esposizioni ripetute, anche di breve durate, ad accelerare l’invecchiamento della funzione polmonare. Vero, la sfuriata meteo di ieri ha rinfrescato l’aria, ma è stata una parentesi. Dietro l’angolo bolle ancora il sole.


A rinnovare l’allarme sono anche Alberto Zolezzi, pneumologo e deputato del Movimento 5 Stelle, e Andrea Fiasconaro, consigliere regionale M5S. «Qui è in gioco la salute dei cittadini, già messa a dura prova dalla presenza del Covid – denunciano – Nei giorni scorsi è stata votata la fiducia a al Decreto Rilancio, che riparte proprio dal concetto di rispetto dell’ambiente: dal risparmio energetico al bonus mobilità (ricordiamo che il 13% del particolato a Mantova proviene da trasporto privato, 21% da trasporto merci secondo la speciazione fatta da Ispra)».

Questa la via maestra da percorrere per i due rappresentanti a 5 Stelle, che si concedono una stoccata politica: «Invece di dare l’allarme quando i livelli di ozono superano i limiti, per poi mettere a repentaglio la salute dei cittadini permettendo alla cartiera Pro-Gest di emettere 25 tonnellate di polveri sottili senza filtri. Ridurre le emissioni e il particolato in atmosfera è l’unico modo per avere un futuro. Altrimenti il rischio sarà di passare da un lockdown per il virus a un lockdown per elevato inquinamento».
 

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