Il Comune di Viadana parte civile al processo di mafia Grimilde

Il consiglio comunale approva all'unanimità la mozione di Perteghella. Il dibattimento è iniziato a metà maggio nell'aula bunker del carcere di Bologna

VIADANA. Il consiglio comunale ha dato mandato all’amministrazione di costituirsi parte civile al processo antimafia Grimilde, iniziato a metà maggio presso l’aula bunker del carcere di Bologna. La proposta è stata avanzata da Silvio Perteghella: «L’operazione Grimilde – ha spiegato il capogruppo Viadana Democratica – ha colpito la cosca Grande Aracri, e ha portato, tra gli altri, a quattro-cinque arresti nel territorio viadanese». 
 
Secondo il consigliere comunale, sono diverse ormai le situazioni che dimostrano la presenza sul territorio di fenomeni di matrice ‘ndranghetista: da qui la richiesta che il Comune faccia con decisione la sua parte. Perteghella non ha nascosto una critica all’amministrazione: «Il processo Grimilde è scattato da mesi, ma anche questa mozione è stata presentata mesi fa e discussa solo oggi: il sindaco Alessandro Cavallari avrebbe dovuto muoversi da settimane, per verificare di non perdere la finestra temporale necessaria per la costituzione parte civile». Il testo della mozione, emendato coi suggerimenti di alcuni consiglieri, è stato approvato all’unanimità. 
 
Bocciata invece una mozione sul 5G presentata dai consiglieri Daria Lorenzini e Mauro Diliddo (gruppo misto). I proponenti chiedevano l’adozione di particolari cautele a tutela dell’ambiente e della salute, nel caso dovessero arrivare antenne della rete 5G. «Dovesse capitare un’eventualità del genere – ha replicato Cavallari – il Comune si muoverà con la massima fiducia negli enti superiori».
 
«Non saremo noi – ha aggiunto Paolo Conti (capogruppo Lega) - a poter dire sì o no, cioè se la nuova rete è dannosa o meno: dovrà essere la scienza a farlo». Al momento non ci sono richieste per l’attivazione della nuova tecnologia sul territorio.
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