Gli avvocati mantovani contro la collega omofoba: «L’uguaglianza al primo posto»

Attestati di solidarietà all’educatore 23enne preso di mira. Provenzano: «La sua resistenza pacifica è un esempio»

MANTOVA. Rischia grosso, dal punto di vista professionale, disciplinare e anche penale, l’avvocato mantovano che ritiene i gay dei malati psichici, da tenere lontano dai bambini perché contagiosi.

Il consiglio dell’ordine degli avvocati di Mantova ha diffuso un duro comunicato in cui stigmatizza le parole della collega rivolte contro Alessio Madella, l’educatore 23enne che aveva reso noto il pensiero del legale pubblicando sul proprio profilo Facebook la conversazione avvenuta in chat tra i due. Ovviamente senza le generalità dell’avvocato. Lo stesso ragazzo si era poi rivolto a un’associazione che si occupa della tutela delle persone contro ogni forma di discriminazione, la quale ha deciso di denunciare alla polizia postale quanto è avvenuto.


«Invieremo l’articolo al nostro consiglio di disciplina affinché decida il da farsi» ha detto la presidente Maria Chiara Messora anticipando la nota dell’Ordine in cui è racchiusa tutta l’indignazione di una categoria.

In poche righe viene, innanzitutto, espressa «la più profonda disapprovazione per le affermazioni inneggianti alla discriminazione di matrice sessuale». Quelle dichiarazioni, viene aggiunto nel comunicato, «appartengono alla sfera delle convinzioni personali della collega che, tuttavia, avendo egli dato conto del proprio titolo professionale, impone al nostro ordine di intervenire per prendere le giuste distanze rispetto a quanto da lui affermato».

L’Ordine ricorda che l’avvocato è tenuto a «tutelare in ogni sede, ove sia richiesto il suo ufficio, il diritto alla libertà e deve improntare anche i comportamenti della sua vita privata in modo tale da non compromettere la reputazione, il decoro e l’onorabilità della professione forense».

E rammenta anche che «il principio di uguaglianza fra le persone deve essere osservato senza alcuna distinzione di sesso, di razza, di religione e di condizione personale o sociale, e che, rappresentando esso un cardine dell’ordinamento giuridico della Repubblica, è inserito nella nostra carta costituzionale fra i principi fondamentali che l’hanno ispirata al precipuo fine di garantire che esso non subisca alcun vulnus, né alcuna limitazione».

Duro anche il Comitato pari opportunità dell’Ordine degli avvocati che, in un comunicato, «si dissocia integralmente dal contenuto e dal tenore» delle affermazioni del collega, censurandone «con aperto dissenso le espressioni omofobe che sono state proferite».

E la presidente Beatrice Biancardi spiega: «Siamo nati giusto un anno fa per prevenire discriminazioni di ogni genere e far rispettare le differenze sia dentro che fuori l’Ordine; non possiamo prendere iniziative contro chi discrimina, ma solo segnalare il fatto all’Ordine che, in questo caso, già ne era a conoscenza».

Intanto, al ragazzo continuano ad arrivare messaggi di solidarietà e di aiuto. In particolare, l’attivista dei diritti umani Cathy La Torre, avvocato e candidata sindaco a Bologna, gli ha offerto il suo patrocinio gratuito qualora la vicenda finisca, come è probabile, in tribunale. Vladimir Luxuria, personaggio televisivo e primo deputato transgender, ha fatto pervenire al giovane per iscritto tutto il suo sostegno.

Con Alessio si schiera anche Davide Provenzano, capogruppo della Lista gialla in Comune a Mantova ed ex presidente dell’Arcigay la Salamandra, che plaude al suo esempio di “resistenza pacifica”, paragonandola a quello di personaggi che fecero la storia della battaglia per i diritti umani come Rosa Parks e Harvey Milk. «Nel suo piccolo Alessio, con educazione e determinazione - scrive - ha fatto qualcosa di grande. Ha detto a chiare lettere che c’è un limite a tutto e che quando lo si supera ci sono delle conseguenze. In particolare se a superarlo è una persona istruita, che vuole ritagliarsi una visibilità professionale e politica sulla pelle di altri, tra cui mi ci metto anche io, a cui sta semplicemente a cuore vivere in un mondo che ci rispetti. Mi auguro - conclude - che in tanti stigmatizzino le sue parole».
 

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