La Regione stanzia i fondi per assumere 1.600 infermieri e potenziare le Usca

L’assessore Gallera: rafforziamo la medicina territoriale. Polemico il Pd: stanno utilizzando solo fondi dello Stato  

MANTOVA. La giunta regionale lombarda ha stanziato quasi 176 milioni di euro (175.806.000 per la precisione) in due anni per assumere 1.600 infermieri di comunità, per completare il reclutamento delle «Unità speciali di continuità assistenziale-Usca» (per la Lombardia ne sono previste 200), per le attività di assistenza domiciliare integrata e per nuovi assistenti sociali. Altri 9.762.000 euro in cinque anni (2020-2024) saranno, invece, utilizzati per 85 contratti aggiuntivi di formazione destinati ai giovani medici che decidono di lavorare in Lombardia almeno tre anni dopo la specializzazione.

«Abbiamo aggiunto un nuovo, importante tassello al piano di rafforzamento della medicina del territorio nell'ottica di una completa presa in carico dei pazienti, non solo Covid, con un'attenzione particolare alla fragilità e alla cronicità» ha spiegato l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, sottolineando che «i 1.600 infermieri che andremo ad assumere saranno a disposizione delle comunità locali da impiegare nell'ambito di progetti specifici di assistenza domiciliare e di supporto alla medicina extra ospedaliera». Le risorse (95.914.000 euro per il 2020 e 79.892.000 per il 2021), saranno così ripartite: 10.152.978 euro per completare nel 2020 il reclutamento delle Usca, 2.372.801 euro per implementare gli organici degli assistenti sociali, 28.023.303 euro per l'assistenza domiciliare integrata e il resto per l'assunzione di 1.600 infermieri di comunità.


I fondi saranno gestiti direttamente dalle Ats e dalle Asst lombarde, che dovranno predisporre le procedure necessarie per dare attuazione al piano di assunzioni. «Questi nuovi finanziamenti - ha ricordato Gallera - si aggiungono ai 15 milioni di euro che Regione Lombardia ha assegnato alle Ats e alle Asst nelle scorse settimane per assumere 892 operatori dedicati al contact tracing dei casi positivi al Covid al fine di individuare i contatti diretti e bloccare potenziali focolai». Commentando gli 85 contratti di formazione, l’assessore ha detto che «l'obiettivo è quello di colmare il gap che, da diversi anni, sta determinando una notevole difficoltà nel reperimento dei medici negli ospedali della Lombardia».

Le nuove assunzioni di personale nella sanità non mancano di suscitare polemiche politiche. «Fa piacere che la Regione Lombardia abbia deciso di approvare le delibere per dare il via alle assunzioni di medici, infermieri e assistenti domiciliari previste e finanziate dal governo con il decreto Rilancio» ma «non prendano in giro i cittadini, sono tutte risorse statali e non ci hanno messo un euro in più». Lo ha detto la consigliera regionale del Pd, Antonella Forattini.

«Solo nel decreto Rilancio, per personale e fondi per gli ospedali, il Governo ha stanziato per la Lombardia 427 milioni di euro - ha aggiunto -. Sarebbe corretto che chi guida la Regione desse atto del supporto del Governo, perché da sola la Lombardia quelle assunzioni non le avrebbe potute fare. Però, avrebbero potuto deliberare il 20 maggio e oggi li avremmo già in servizio».

Intanto, tutti i consiglieri d’opposizione hanno firmato la richiesta alla Regione per l’attivazione dell'indagine conoscitiva sulla spesa sanitaria in Lombardia tra il 2020 e il 2018. «Ora sarà l’ufficio di presidenza del consiglio regionale, sentiti i presidenti delle commissioni bilancio e sanità, a doverne approvare il programma» ha affermato Andrea Fiasconaro, consigliere regionale M5S.
 

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