Dugoni, niente rimborsi. «Il Comune intervenga»

Lettera aperta di Federconsumatori al sindaco e all’assessore allo sport: «Il gestore fornisce solo il parco estivo. Spogliatoi e servizi igienici inadeguati»

MANTOVA. L’apertura della piscina Dugoni? «Un flop per il sindaco Palazzi» secondo Daniela Modé di Federconsumatori. La quale, dopo aver sentito altri utenti, ha preso carta e penna per scrivere alla Gazzetta una lettera aperta indirizzata al primo cittadino e all’assessore allo sport Paola Nobis. Lì ha evidenziato le criticità emerse e «l’insoddisfazione corale» di tanta gente, chiedendo loro di intervenire. E al telefono aggiunge: «Vediamo se si riesce a smuovere qualcosa prima di scendere in campo ufficialmente come associazione che difende i consumatori».

Daniela Modé parla con cognizione di causa. È titolare di un abbonamento (745 euro per l’annuale full, scaduto ad aprile) che, come tanti, a causa del lockdown non è riuscita ad usufruirne del tutto. Appena la piscina ha riaperto, si è presentata alla reception per chiedere il rimborso o un modo per recuperare i giorni saltati. Qui ha avuto la prima sorpresa: «Hanno diviso il costo dell’abbonamento per 365 giorni e mi hanno detto che avevo diritto a un rimborso di due euro al giorno: il che mi avrebbe fatto spendere 8 euro per ogni corso di 10 euro (adesso non ci sono più gli abbonamenti, ndr.). Prima potevo fare da uno a cinque corsi al giorno. Ho chiesto di prolungare l’abbonamento, ma alla reception sono stati vaghi».


La vera sorpresa, però, a detta della Modè è che «le vasche interne e la palestra fino a settembre non saranno riaperte». E all’esterno c’è «solo il parco estivo, un contentino, senza spogliatoi e servizi igienici, a meno di considerare tali i due accampamenti sotto le tribune, senza appoggi e difficilmente fruibili da persone anziane o con disabilità. Unica possibilità la doccia fredda all’aperto, peraltro obbligatoria all’ingresso, che in caso di entrata mattutina o serale», se non c’è caldo, «non è salutare». A questo punto non resta che augurarsi «un intervento della proprietà, del Comune, che già ha concesso molto al gestore in termini economici», a cui imputa una scarsa vigilanza: «La Dugoni gestita anni fa dal Comune funzionava» si lascia andare. E dispiace anche «la scarsa trasparenza di Sport Management, che continua a restare in incognito» senza rendere noti «i responsabili dei vari servizi» e come contattarli, oltre che fornire scarse informazioni.

E il Comune? «Noi – risponde l’assessore allo sport Paola Nobis – abbiamo garantito alla città la riapertura della piscina alle stesse tariffe dell’anno scorso e che i giorni non usufruiti con gli abbonamenti sarebbero stati recuperati alla scadenza. E questo, come ci ha confermato il gestore, succede. Però, non ridanno indietro i soldi. Poi per i lettini e gli ombrelloni, è un servizio in più che dà il gestore a pagamento. Non ci sono i comfort di prima, ma non dimentichiamoci quello che è successo».

L’assessore spiega: «Abbiamo garantito che l’utente faccia il bagno in sicurezza e con l’acqua pulita, e che Sport Management dia un minimo di servizio come bagni e docce e che faccia i lavori previsti. Ieri sono andata alla Dugoni con il nostro dirigente e il direttore mi ha mostrato che le docce e i bagni funzionano e che ne hanno aperti anche qualcuno dentro. Per tutto il resto, dunque, ci si deve rivolgere al gestore. Il Comune – conclude la Nobis – ha anche ottenuto che la palestra riapra ai primi di settembre. Più di questo non possiamo fare».

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