Un’estate all’insegna del pesce tra conferme, traslochi e novità

Mario Palladino con un piatto di frittura di mare

Molti locali di città e provincia si caratterizzano per l’attenzione ai prodotti del mare. Qualità alta, accompagnata da carte dei vini incentrate su bianchi e bollicine

MANTOVA. L’estate invita a mangiare pesce e la ristorazione mantovana asseconda questa naturale tendenza. Facilitata, in questo, dalla disponibilità di numerosi e validi fornitori di materia prima di qualità, importantissima sempre, ma fondamentale soprattutto quando il pesce è servito crudo, un modo sempre più diffuso di proporlo. Tra nuove aperture, trasferimenti e cambi della guardia in cucina, sono molti i locali che hanno come caratteristica un’accurata proposta di pesce di mare.

Tra questi, l’Arci Cinciana si caratterizza per un gradito ritorno ai fornelli: quello di Mario Palladino, un pioniere della proposta di pesce di qualità a Mantova, fin dai tempi del Pavone Blu di via Carbonati, nei locali attualmente occupati da Bice la gallina felice, e poi ancora del Novecento di viale Gorizia, attuale sede di Carlo Govi. Conosciuto negli ultimi tempi soprattutto per le grigliate di carne (che non verranno comunque abbandonate), con l’arrivo di Palladino la proposta della Cinciana si è proiettata verso il mare, dal fritto di paranza a una gustosa bouillabaisse con qualche correttivo rispetto all’originale provenzale. Il menu, scritto su una lavagna, cambia in base alle proposte del mercato e conviene spesso lasciarsi guidare dai suggerimenti del cuoco, anche per scoprire eventuali particolarità degli ingredienti.


Si diceva che ormai è facile rifornirsi di buon pesce. A volte, però, i ristoratori sono molto esigenti e cercano di distinguersi con materie prime che magari nel Mantovano non arrivano. È il caso di Alberto Ertugral dell’Antica locanda ai portici di Gazzuolo, punto di riferimento per gli amanti del pesce soprattutto del Viadanese. Tre volte alla settimana, al termine del servizio, parte per Milano per andare a rifornirsi di ingredienti speciali, e non si parla solo di pesce, ma anche di ortofrutta. A questo, viene abbinata una carta dei vini piuttosto ricca, profonda soprattutto - e non potrebbe essere altrimenti - su vini bianchi e bollicine.

Accompagnare il pesce con una buona bottiglia, d’altra parte, è abitudine diffusa, quindi chi propone prodotti del mare non può trascurare questo aspetto. Non lo trascura Faruk Neziri, che ha da poco riaperto dopo il lockdown Il gelso nero di Castellucchio, dove a volte arrivano dalla Sicilia tonni interi che vengono poi lavorati direttamente nella cucina del ristorante. Non lo trascura nemmeno Alessandro Smiglieri a Corte Vaia di Villa Garibaldi di Roncoferraro, che ha portato nel verde della campagna mantovana la tradizione di famiglia per la pescheria; la ricca carta dei vini è una conseguenza inevitabile.

Ha solo problemi di scelta chi ama il pesce nella zona dell’Asolano. Almeno tre i punti di riferimento, ciascuno con le proprie particolarità. Chi ama restare in centro può scegliere il Gran caffè Liberty di Gino De Girolamo, locale storico il cui estivo occupa la piazza centrale. Stile moderno e quadri alle pareti che cambiano periodicamente sono il marchio della Filanda di Andrea Grossi, nei pressi della stazione. Più fuori, in un luogo suggestivo sopra al complesso idraulico che assicura l’acqua ad Acquanegra sul Chiese, ecco Umberto Ravenoldi e Monica Caldera con quello che già dal nome viene chiamato Ristorante di pesce La Chiusa.

Gradevole dehors anche a Guidizzolo, dove Giuliano Rivera da tempo punta sul pesce con il suo Novecento. In carta non c’è però solo pesce, come capita anche in due locali di punta della vicina Castiglione, l’Osteria da Pietro di Giampietro Ferri e l’Hostaria del teatro di Claudio Truzzi. Anche in questi casi, il buon bere è assicurato. Target diverso, sempre nell’Alto Mantovano, il consolidato indirizzo voltese del Miramonti, che propone anche la pizza. Un’affezionata clientela da sempre riempie All’Ancora di Roverbella.

Per restare nella cerchia dei laghi, la novità è il recente approdo in centro, in Corte dei Sogliari, della Lampara di Katia e Saro, che ha introdotto anche la formula dell’aperitivo lungo, oltre a proporre gli abituali piatti. Sempre in centro, caratterizzato da un banco frigorifero a forma di barca, ecco Da Giannino, mentre tra il lago Superiore e i binari della stazione da tempo opera l’Acquapazza di Gennaro Grandville. Sempre pesce, ma più d’acqua dolce, infine, da Carlo Govi.

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