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Addio a Edi Bondioli: da ragazzo di bottega a imprenditore con 1.700 dipendenti

Dall'officina di Suzzara agli stabilimenti nel mondo: insieme al socio Guido Pavesi costruì un impero. Il successo arrivò grazie all'albero cardanico

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SUZZARA. È morto a 91 anni Edi Bondioli, fondatore della Bondioli&Pavesi, cavaliere del lavoro, tra i più noti industriali mantovani, la cui avventura disegna una traiettoria incredibile: d alla bottega di Suzzara, aperta il 19 ottobre 1950 con il socio Guido Pavesi, a 14 unità produttive e 13 aziende commerciali in tutto il mondo, per un totale di 1.700 dipendenti.

A novembre dell’anno scorso l’Università di Reggio e Modena gli aveva conferito la laurea honoris causa in ingegneria meccanica. «Da studente non ho mai copiato un compito - rivelò Bondioli, durante la lectio magistralis nell’aula magna della Fondazione UniverMantova – Tutti i nostri prodotti provengono dalle nostre industrie ma per imporci sul mercato, dato che tanti concorrenti ci hanno copiato, dobbiamo sempre offrire ai nostri clienti un qualcosa in più: per questo ci affidiamo a tecnologie futuristiche».

[[(gele.Finegil.Image2014v1) laurea ad honorem edi bondioli]]

In toga e tocco, Bondioli raccontò anche della molla che lo proiettò nella dimensione dell’impresa: «Da grande non volevo andare sotto padrone». Una volontà tenace, unita alla creatività espressa nella gamma di prodotti ideati e brevettati. A partire dall’albero cardanico, che fece conoscere la Bondioli&Pavesi in tutto il mondo. Insieme agli impianti idraulici e oleodinamici, le pompe e valvole di controllo direzionale, le scatole a ingranaggi per l’agricoltura e l’industria.

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