Raggiro Andromeda, c’era uno specialista delle truffe delle auto

In poche settimane venduti veicoli fantasma per due milioni. Un 43enne con precedenti specifici tra le menti della banda

CASTIGLIONE. Continuano le indagini sulla truffa dell’autosalone Andromeda di Castiglione delle Stiviere. E spunta un nuovo personaggio che sarebbe tra le menti della banda che in poche settimane ha raggirato centinaia di clienti per un bottino totale di circa due milioni di euro.

La vicenda risale all’inizio dell’anno quando la Polizia Stradale di Montichiari ha ricevuto le prime denunce per la mancata consegna di automobili pagate in anticipo. Si trattava di auto fantasma e ogni singolo veicolo era stato venduto sulla parola a più di una persona.

Nei giorni scorsi Striscia la Notizia si è messa sulle tracce di un venditore di Pordenone già pizzicato in passato per aver truffato diverse persone. Secondo il telegiornale satirico l’uomo sarebbe coinvolto anche nel caso Andromeda. Nel servizio trasmesso durante il programma di Antonio Ricci uno degli inviati è riuscito a rintracciare il 43enne in un locale e alla domanda su come abbia fatto a vendere le stesse auto a decine di clienti ha risposto: «Affari loro».

L’uomo apparso in televisione, un 43enne di Pordenone che ai clienti della Andromeda si presentava con un nome falso, Antonio Filipponio, è stata riconosciuto da alcune persone che a inizio anno lo hanno visto lavorare nell’autosalone di Castiglione delle Stiviere. La circostanza è stata segnalata alla Polizia stradale di Montichiari.



Il friulano era stato arrestato l’anno scorso nell’operazione “Car lifting” per un maxi raggiro di automobili da 7,7 milioni di euro: in quel caso nel vortice di autovetture mai consegnate erano finite 1.329 persone, soprattutto residenti in Veneto. Nel 2009, invece, il 43enne era stato arrestato dalla squadra mobile di Pordenone, su delega dei colleghi di Caltanissetta, per associazione per delinquere di stampo mafioso e spaccio di stupefacenti, ma dopo cinque anni era stato assolto per non aver commesso il fatto.

Le indagini della Stradale di Montichiari dunque proseguono e circa duecento persone restano in attesa di capire se e quando potranno riavere il denaro versato per auto che non hanno mai visto.

Nella banda di Andromeda sarebbe coinvolto anche un 34enne pugliese legato alla criminalità organizzata e precisamente al clan Di Cosola di Bari.

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