Visite ed esami, l'ospedale di Mantova chiama i privati per affidare 12 attività specialistiche

L’Asst lancia una manifestazione di interesse alla gestione per 5 anni. La consigliera regionale Forattini (Pd): «Errore, è una procedura di non ritorno»

MANTOVA. L’Asst di Mantova sta pensando seriamente di affidare un cospicuo pacchetto di prestazioni ambulatoriali fornite dal Carlo Poma a una o più strutture private situate nella cintura della città.

Per il momento si tratta di un avviso esplorativo per manifestazione di interesse per l’affidamento di un servizio di attività ambulatoriali per la durata di 60 mesi rinnovabili di ulteriori 48. L’avviso è stato pubblicato sull’albo pretorio dell’Asst il 21 febbraio e l’interesse da parte dei privati doveva pervenire entro il 12 marzo. La cosa non è sfuggita al consigliere regionale del Pd Antonella Forattini che ha già inviato un’interrogazione in Regione.

Nell’avviso dell’Asst è specificato che al momento non è indetta alcuna procedura di gara, avendo le manifestazioni di interesse l’unico scopo di individuare operatori economici in possesso dei requisiti richiesti e disponibili a sottoscrivere apposita convezione.

Ma quali sono le prestazioni ambulatoriali che potrebbero uscire dal Poma per essere erogate in altre strutture? Ecco l’elenco: Odontoiatria, Ortodonzia, Cardiologia, Chirurgia, Diabetologia, Reumatologia, Otorino, Pneumologia, Dermatologia, Neurologia, Fisiatria e Radiologia.

E che cosa chiede l’Asst di Mantova bussando alla porta dei privati? «Il servizio oggetto della procedura – si legge nell’avviso – comprende la messa a disposizione dei locali onde effettuare le attività e prestazioni ambulatoriali sotto elencate, nonché gli strumenti, le attrezzature sanitarie e il personale non medico necessario. Si specifica che l’accreditamento sarà in capo alla Asst di Mantova.

I locali dovranno rispettare tutti i requisiti tecnologici e strutturali, generali e specifici, secondo quanto previsto dai requisiti autorizzativi e di accreditamento istituzionale». Tra le altre richieste quella che la sede dovrà essere situata a Mantova, Porto Mantovano e San Giorgio.

E i costi in cambio del servizio? Nell’avviso al momento si parla solo di un canone complessivo e di una quota a percentuale sul numero delle prestazioni erogate.

Ma perché l’Asst sente il bisogno di affidare all’esterno buona parte della sua attività ambulatoriale? Da tempo in ospedale circolano voci sulla volontà di sbarazzarsi del Poliambulatorio di via Trento e di trovare un’alternativa. Per quanto riguarda invece la Radiologia da tempo si valuta la possibilità di utilizzare le apparecchiature interne per i ricoverati e i nuovi spazi privati per l’utenza esterna.

«Essendo venuta a conoscenza che il 12 marzo 2020, si è chiusa la manifestazione d'interesse, pubblicata all'albo pretorio dell'azienda Carlo Poma il 21 febbraio 2020, manifestazione volta ad esternalizzare le prestazioni ambulatoriali di odontoiatria, cardiologia, chirurgia, diabetologia, reumatologia, otorino, pneumologia, dermatologia, neurologia, fisiatria, radiologia, fino ad oggi svolte dall’ospedale pubblico Poma di Mantova e presso il Poliambulatorio di via Trento, per assegnarle a strutture sanitarie private – fa sapere il consigliere regionale del Pd Antonella Forattini – ho deciso di interrogare l’assessore competente per chiedere quali soggetti abbiano manifestato interesse a gestire le suddette prestazioni ambulatoriali, quale sia l'offerta economica proposta dal soggetto gestore e quale il coinvolgimento dei professionisti che oggi lavorano presso gli ambulatori oggetto di gara».

Prima delle tre domande la Forattini fa una premessa articolata: «Nell’ospedale in oggetto è attiva oggi la struttura complessa di Radiologia/Diagnostica dotata di risonanza magnetica, tomografia computerizzata multistrato, ecografo e densitometria ossea computerizzata Moc e un dipartimento cardio toraco vascolare composto da un’area cardiologica, pneumologica e chirurgica di alta specialità dotata di alta tecnologia e con un elevato livello qualitativo delle prestazioni. Nella intervista rilasciata alla Gazzetta di Mantova e pubblicata il l 21 luglio – si legge ancora nell’interrogazione – il direttore generale dell’Asst dichiara che non sono un problema le liste di attesa derivanti dalla sospensione dell’attività ambulatoriale dovuta all’emergenza Covid e che l’attività ambulatoriale e chirurgica sta riprendendo a pieno ritmo. Ora considerato che molte prestazioni ambulatoriali potrebbero essere erogate negli ospedali pubblici territoriali che oggi sono peraltro destinatari di una iniezione di risorse statali dedicate agli interventi di riqualificazione, l'esternalizzazione di servizi è una procedura di non ritorno, che vedrà diminuire il budget oggi a disposizione di Asst e potrebbe avere come conseguenza sia la mancata fidelizzazione dei pazienti sia la sfiducia dei professionisti che oggi vi lavorano e che, vedendo il proprio ospedale svuotarsi di servizi, potrebbero fare scelte professionali differenti».

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