Stradoni: «Via Trento è inadeguato, dobbiamo aumentare la capacità dell’offerta»

Il caso esternalizzazione di visite ed esami. Il manager Asst: «In ogni caso nessun trasferimento di budget dal pubblico ai privati»

MANTOVA. «Questo tema purtroppo può prestarsi a speculazioni politiche non funzionali all’obiettivo di questa azienda: tutelare la salute dei cittadini e fornire servizi efficaci, efficienti e rapidi». Parte pacato il direttore generale dell’Asst di Mantova, Raffaello Stradoni, nel replicare all’articolo pubblicato dalla Gazzetta sull’ipotesi di esternalizzazione di molte specialistiche ambulatoriali che in futuro potrebbero essere affidate ai privati.

«Come giustamente evidenziato nell’articolo – spiega Stradoni – l’Asst si è affidata a una procedura ad evidenza pubblica. Gli atti, nelle forme consentite dalla legge, sono a disposizione di tutti i cittadini, compreso il consigliere Forattini, che può e avrebbe potuto inoltrarci una semplice richiesta di informazioni per avere risposte immediate». La prima frecciata del manager del Poma è rivolta al consigliere del Pd Antonella Forattini che in queste ore ha inoltrato un’iterrogazione in Regione per avere chiarimenti sull’operazione, che ha criticato e definito «una procedura di non ritorno».

«L’Asst ha necessità di garantire che la salute dei cittadini sia perseguita nel miglior modo possibile anche per i tempi futuri. L’edificio di via Trento è fonte di preoccupazione perché, dopo molti anni di onorato servizio, mostra col passare del tempo segni di inadeguatezza sempre più spiccati, essendo una costruzione degli anni Sessanta. Tutte le norme e le buone pratiche di sicurezza ( sismica, antincendio, elettrica, protezione del rumore, risparmio energetico, accessibilità per i soggetti fragili, disponibilità di parcheggio e così via) sono in questi anni completamente cambiate. Per tutti questi motivi, come del resto per molti altri edifici della Asst, è necessario ripensarne l’uso nell’ambito delle nuove reti dei servizi. Questi temi sono stati trattati con i rappresentanti politici locali dei sei Piani di zona della provincia, nel corso di incontri specifici, inclusa l’area di Mantova e il Comune stesso».

Seconda frecciata alla Forattini. «L’affermazione del consigliere rispetto all’assenza di problemi nell’ambito delle prestazioni ambulatoriali, è totalmente errata e fuori dal tempo; proprio pochi giorni fa la Gazzetta riferiva delle grandi difficoltà nel garantire i precedenti volumi assistenziali, in particolare nell’ambito delle attività ambulatoriali. Anche l’implementazione della capacità degli ospedali territoriali, a cui fa riferimento la Consigliera, non sarebbe comunque semplice né scevra di costi, oltre al fatto che essi distano tutti tra i 40 e i 60 km dalla città di Mantova. I più vicini sono gli ospedali di Suzzara e Castiglione, gestiti da soggetti privati. Per finire, la manifestazione di interesse, ancorché estesa a molte aree specialistiche, è finalizzata ad acquisire soprattutto prestazioni di risonanza magnetica e tac per diagnostica cardiologica di alta fascia che oggi è compressa in fasce ristrette. Soprattutto con l’avvento della neurochirurgia e della necessità di prestazioni neuroradiologiche, anche in urgenza, la nostra unica macchina è sovraccaricata. Infine, sottolineo che tutta l’attività eventualmente esternalizzata verrebbe sempre rendicontata da Asst, senza alcun trasferimento di budget da pubblico a privato, come del resto molto chiaramente riportato dal bando esplorativo, nel quale si specifica che l’accreditamento permane in capo ad Asst».

Stradoni conclude sottolineando che nel medio periodo vanno ripensati l’uso e la destinazione dell’edificio di via Trento e si devono cercare i modi per incrementare la capacità di offerta di prestazioni ambulatoriali, possibilmente a poca distanza dal centro di Mantova, tenendo conto del problema mobilità. Poi l’ultimo appunto alla Forattini: «Nell’ultima tornata in cui ci fu possibile concorrere all’assegnazione di una nuova risonanza magnetica, il nostro ospedale non fu tra i prescelti; non dubito che la consigliera Forattini saprà farsi ascoltare quando si dovrà decidere come allocare le risorse per l’ammodernamento della nostra rete sanitaria».


 

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