Esami e visite ai privati, l’altolà di Palazzi: «Portarli fuori dalla città ci impoverisce»

Il sindaco contro l’ipotesi di affidamento esterno delle prestazioni ambulatoriali. E a Stradoni dice: «Se il problema sono gli spazi riflettiamo insieme»

MANTOVA. «Non si tolgano dal comune di Mantova altri servizi sanitari e socio sanitari. Così si impoverisce la città e si rende la vita più difficile a centinaia se non migliaia di cittadini, soprattutto anziani, che farebbero molta più fatica a doversi recare fuori città per analisi e visite. Con la mia giunta in questi anni stiamo riportando servizi in città e inventandone di nuovi per le famiglie, come il nuovo centro per le famiglie, che presto inauguriamo in un quartiere della città. Chiedo all’azienda socio sanitaria di non fare l’opposto».

Nella discussione sul futuro dei servizi specialistici ambulatoriali del Carlo Poma che potrebbero essere esternalizzati in locali privati, stando alla manifestazione di interesse lanciata nei mesi scorsi dall’Asst di Mantova, interviene anche il sindaco di Mantova Mattia Palazzi, che contestualmente tende una mano al direttore generale Raffaello Stradoni nel cercare soluzioni alternative. «I lavori previsti al Poma – scrive il sindaco – già spostano necessariamente diverse specialistiche in provincia per il tempo dei lavori, almeno due tre anni. A queste non si devono aggiungere altri spostamenti dalla città. Stradoni ci ha informati sulle condizioni di via Trento e ha ragione nel dire che servirebbero investimenti rilevanti, ma da qui a spostare fuori città, affidando a privati 12 attività specialistiche ne passa».


La replica di Palazzi arriva il giorno dopo il cui il manager del Poma aveva spiegato la necessità di aumentare l’offerta di prestazioni ambulatoriali tenendo conto che l’edificio di via Trento è «vecchio e inadeguato». «Non posso che essere contrario – continua Palazzi – e difendere la permanenza nel comune di Mantova delle attività oggetto della volontà di esternalizzazione del Poma. A Stradoni dico andiamo in Regione e chiediamo più risorse per Mantova e cerchiamo soluzioni in città, che consentano ai mantovani e non solo di aver meno disagi possibili. Spostare fuori dal comune questi servizi indebolirebbe la città e questo non è accettabile».

Il sindaco ricorda che lo Stato ha messo 4,3 miliardi per la sanità chiedendo progetti alle Regioni. «Ho già chiesto una volta di decidere insieme qui e farli presentare dalla Regione. Non si perda questa occasione. L’obiettivo comune deve essere rafforzare il capoluogo e il Poma. Via Trento è da anni in attesa di adeguamento alla nuova normativa. Nel periodo di Stucchi si parlava di trasferire l'attività specialistica ambulatoriale all'interno del Poma, nella palazzina ex pronto soccorso. Da tener presente inoltre che la palazzina della Seconda Medica è tuttora non interamente utilizzata. Pertanto se il problema sono gli spazi chiedo che ci si possa riflettere insieme alle istituzioni cittadine». Un’altra preoccupazione del sindaco è legata al fatto che nelle 12 specialistiche che Asst propone di esternalizzare, alcune non sono presenti in via Trento «quindi verrebbero spostate attività attualmente presenti al Poma». Infine l’appello: «Chiedo all’Asst di chiarire se ha necessità solo di locali dove riposizionare momentaneamente le attività specialistiche, in attesa di riqualificare altri spazi o se c'è altro. Il fatto che si utilizzeranno locali, attrezzature e personale non medico dei privati, fa chiaramente capire che pur restando il budget all'Asst vuol dire pagare canoni ai privati, distogliendo risorse all'ospedale cittadino». 




 

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