La Dico di Guidizzolo dice addio dopo il rogo: «Non riapriremo»

Verifiche sulle strutture dopo l'incendio scoppiato giovedì 30 luglio e la scelta di non ricominciare

GUIDIZZOLO. Sono iniziate già nella serata di giovedì 30 luglio, a poche ore dallo spegnimento dell’incendio che ha devastato la sede dell’azienda Dico (Decoloranti industria cosmetica) srl le verifiche strutturali per capire se e quando le aziende che condividono lo stesso capannone in zona artigianale fra via Bazzani e via Buonarroti, ma non sono state toccate dalle fiamme, potranno riaprire. Esami delicati che richiederanno alcuni giorni per essere completati.

Nel frattempo restano chiuse con ordinanza del sindaco le tre ditte coinvolte indirettamente dall’incendio. Si tratta della lavanderia industriale Aqualis, della stessa Dico che aveva affittato un secondo locale per stoccarvi i prodotti finiti e della Scrap Iron srl, azienda attualmente chiusa per fallimento, ma la cui sede è sotto sequestro essendo finita nelle inchieste relative allo smaltimento abusivo di fibre tessili da Prato e successivamente usata come finta destinazione per celare traffici di rifiuti, perlopiù speciali, dal Veneto.


Il capannone è di proprietà della Goitese Legnami e sarebbe stato regolarmente assicurato. La parte affittata ora alla Dico era stata utilizzata sino a pochi anni fa dall’ateliér Desirée Bombana, per la produzione di calze e tessili. Amante dell’arte, la Bombana aveva fatto decorare la facciata da un murale affidato al noto artista Etnik, di origine svedese, ma ormai operante in Toscana. Murale che è stato anch’esso rovinato dalle fiamme.

L’incendio si è sviluppato nelle prime ore del mattino di giovedì all’interno della porzione affittata alla Dico. Innescato probabilmente, ma al momento si tratta di una ipotesi sulla quale farà luce l’inchiesta che nel frattempo la Procura è intenzionata ad aprire, dalla presenza di campionari di decoloranti per capelli. Sostanze in polvere che utilizzando perossidi sono fortemente infiammabili.

Profondamente amareggiato Franco Palvarini, proprietario al 50% della Dico con il commercialista Ruggero Zambello che ne è amministratore unico. «L’azienda era in allestimento - dice - dovevamo aprire a settembre. Ma visto quello che è accaduto non ce la sentiamo. Chiudiamo ancor prima di aprire». 

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