«Nuova primavera per la Corneliani»: la parola d’ordine del dopo-presidio

Orezzi (Filctem Cgil): ora rilancio e concordato in continuità. Applausi e commozione alla colazione prima del rientro

MANTOVA. «E ora andate a riprendervi la vostra fabbrica!». È un applauso che scuote dentro quello che alle 8 di un piovoso lunedì mattina di inizio agosto si alza da via Panizza 5. E persino il sole torna a splendere, in un cielo che fino a qualche istante prima annunciava tempesta, mentre le parole del segretario generale della Filctem Cgil Michele Orezzi accompagnano l’ingresso dei “colleghi del taglio”, i primi a varcare i cancelli Corneliani dopo 50 giorni ininterrotti di battaglia in un caldo asfissiante, di tutta quella rabbia e quell’amore che li hanno portati sin qui. «Sino all’unico risultato che avremmo accettato: riprenderci la fabbrica» scandisce il sindacalista al microfono al termine di quest’ultima colazione di presidio, abbraccio di ritorno a chi non ha mai smesso di essere al loro fianco a partire dal sindaco Palazzi che anche oggi è qui insieme a Davide Provenzano della Lista Gialla, a Fausto Banzi di Sinistra Italiana, a Fabio Madella di Italia Viva Mantova. Oggi che per l’onda rossa segna l’inizio di «una nuova primavera».



L’abbraccio dell’onda rossa. I cancelli sono già aperti, il parcheggio rimasto per settimane deserto è di nuovo traboccante di auto, i grembiuli grigi da lavoro già indossati insieme alle immancabili magliette bianche e rosse “Noi siamo la Corneliani” simbolo di una lotta che ha segnato la storia di questa città: le 7 sono passate da poco e loro sono ancora una volta tutte e tutti qui, tra gli striscioni e le bandiere che rimarranno a ricordare queste 50 infinite giornate, a concedersi la loro colazione da campioni con brioches, caffè e cappuccino, dono dello Spi Cgil che con il segretario Falavigna li ringrazia perché «hanno dimostrato che si può fare, che la lotta intelligente paga, che con la passione e con il cuore si possono ottenere risultati impensabili, che la solidarietà, è un motore della modernità».

D’altronde come già la risottata o il cinema sotto le stelle, anche questa colazione è molto di più di un momento di festa. È «un ultimo nostro abbraccio alla comunità – spiega Orezzi – alle forze politiche che ci hanno messo la faccia quando nessuno osava, alle istituzioni che ci hanno sempre sostenuto. È il nostro modo per rilanciare il messaggio di solidarietà che abbiamo coltivato e accudito in tutti questi giorni, declinando all’insegna della solidarietà tutto quello che facevamo per cercare di fare uscire la voce della fabbrica».



L’applauso più grande ai lavoratori. Ma se quei cancelli oggi sono aperti ed «è una bella giornata» il merito più grande, ricorda Orezzi mentre guarda l’onda rossa che rientra al lavoro «è la grande determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori Corneliani quindi l’abbraccio più grande e l’applauso più grande va alle persone che stanno entrando in fabbrica in questi minuti scaglionati per le norme anti-Covid. Sono le vere protagoniste di questa vicenda e oggi si vanno a riprendere la loro seconda casa». Questa è la loro mattina, quella della speranza ritrovata insieme ai sorrisi, delle lacrime di commozione, delle gambe che tremano «come se fosse il primo giorno di lavoro». E in un certo senso lo è perché «per noi oggi deve iniziare una nuova primavera» .

Orezzi: inizia una nuova primavera. Orezzi l’aveva definita così nel suo invito a questa mattina di festa ai cancelli lanciato nei giorni scorsi attraverso le pagine della Gazzetta «a tutti quelli che non ci hanno mai abbandonato» e oggi torna a ribadirlo: «Oggi ci riprendiamo la fabbrica, è una giornata importante, è la fine di questi 50 giorni di lotta determinata che siamo pronti a rimetter in campo in qualsiasi momento nel caso in cui la situazione non andrà sui binari che noi diciamo. Per noi deve iniziare una nuova primavera e il primo passo si chiama piano industriale, un progetto vero per un rilancio serio della Corneliani che già nelle prossime ore siamo pronti a tornare a chiedere. Ora vogliamo il concordato in continuità».

Palazzi giovedì di nuovo al Mise. Accolto dall’applauso dei lavoratori «per averci fatto sentire l’abbraccio della città e averci dato un mano vera non per opportunismo», anche il sindaco parla di «un nuovo inizio» mentre assiste a questi momenti di emozione pura per il rientro in uno stabilimento «che è anche parte della loro casa dove hanno tessuto la storia di questa fabbrica conosciuta nel mondo» mentre li rassicura che continuerà ad essere al loro fianco «perché lo meritano», che «settimanalmente sono al Mise per continuare passo dopo passo il lavoro di ricerca di nuovi azionisti e garantire a Corneliani un futuro solido. Ma direi che la strada che abbiamo preso è quella giusta e sono fiducioso». Prossimo appuntamento al ministero: questo giovedì.

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