Mantova, tensione ai cancelli della Francescon: il titolare non apre al personale medico

Dopo il maxi focolaio con 97 contagi: arrivano i carabinieri.  L’imprenditore: non so come farò con così pochi lavoratori

RODIGO. Momenti di tensione davanti ai cancelli dell’azienda agricola di Rodigo, dove, due giorni fa, è stato scoperto il maxi focolaio Covid con 97 positivi. Il proprietario Bruno Francescon ha impedito l’ingresso al personale medico incaricato di eseguire i tamponi su un altro consistente gruppo di dipendenti. Un botta e risposta piuttosto acceso nel corso del quale l’imprenditore agricolo ha sostenuto che i sanitari non avevano il diritto di andare ovunque nella sua proprietà. Da qui la richiesta di intervento dei carabinieri, che hanno riportato la situazione alla normalità e alla riapertura del cancello. Tanta tensione si è accumulata nelle ultime ore proprio per l’elevato numero di contagi.


«Mi sembra di vivere un incubo - racconta Francescon - Venerdì 31 agosto mi chiamano dall’Ats per segnalarmi il caso sospetto di un mio dipendente. Lunedì 3 la terribile notizia con la scoperta di 97 positivi, tutti quelli che lavoravano nel magazzino del confezionamento e delle spedizioni. Mai avrei immaginato che potesse succedere. Stiamo mettendo in pratica tutte le prescrizioni dell’Ats, a cominciare dalle sanificazioni con prodotti aggressivi che saranno fatte per i prossimi 14 giorni». Lo stesso periodo di quarantena a cui sono stati sottoposti i 97 dipendenti trovati positivi. I controlli, nel frattempo, si allargano a macchia d’olio anche per le aziende associate (nel Mantovano sono 8) che conferiscono o ritirano i prodotti dalla Francescon. «Nei campi, dove viene fatta la raccolta di meloni e angurie, ogni caposquadra ha un termometro per misurare la febbre ai lavoratori, uno per uno. Ho tremila biolche mantovane da seguire e mi ritrovo con la metà dei dipendenti. Non so come fare».

Focolaio a Rodigo, parla il sindaco



I contagi alla Francescon di Rodigo sono stati il tema della riunione di ieri del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica a cui ha partecipato anche il sindaco di Rodigo. Ats-Val Padana ha dato impulso ad un’estesa attività di screening su tutte le maestranze e su quanti siano entrati in contatto con i casi di positività. Contestualmente, è stata avviata una verifica sul rispetto delle prescrizioni anti-contagio all’interno dello stabilimento.

Focolaio a Rodigo, parla il medico dell'azienda



Il prefetto ha disposto che sia intensificata l’attività di vigilanza e controllo delle forze di polizia sull’attuazione delle misure di isolamento, sensibilizzando i sindaci affinché siano attivati tutti i presìdi di assistenza alla persona che rendano meno gravosa l’esecuzione delle misure di sorveglianza sanitaria, tra cui l’obbligo di quarantena.

All'incontro ha partecipato, con il prefetto Carolina Bellantoni e i vertici provinciali delle forze dell'ordine, anche il sindaco di Rodigo Gianni Grassi. L'Ats Valpadana ha illustrato l'attività di screening fatta sugli operai e su quanti siano entrati in contatto con i casi di positività.

Intanto è intervenuta la consigliera regionale del Partito democratico Antonella Forattini: «È stata dimostrata una buona reattività da parte dell’Asst per scoprire il focolaio. L’attenzione ai lavoratori stagionali è importantissima in questo periodo di grande attività per il comparto agricolo. Non si devono commettere gli errori del passato, test e tracciamento di chi ha contratto il Covid sono armi fondamentali».


 

Video del giorno

Turchia, la furia del minatore non pagato: sale sull'escavatore e distrugge i camion

La guida allo shopping del Gruppo Gedi