Cartiera di Mantova verso l’accensione: si punta a metà settembre

A buon punto i lavori imposti dalla conferenza di servizi per i via libera ambientali. Partono le selezioni per aumentare il personale: serviranno almeno 150 lavoratori 

MANTOVA. La data sul calendario non c’è ancora, ma in casa Pro-Gest si punta a metà settembre per la messa in esercizio della cartiera. La notizia trapela da viale Poggio Reale dopo che un tavolo in prefettura con azienda e enti ha sbloccato anche gli ultimi impasse amministrativi per il via libera ai lavori di adeguamento alle prescrizioni imposte dalle autorizzazioni ambientali così come agli interventi di completamento dello stabilimento a suo tempo bloccati. E se i cantieri sono all’opera da settimane, intanto sono partite le prime selezioni del personale da aggiungere agli attuali 48 dipendenti che dopo mesi stanno gradualmente rientrando nella fabbrica sospesa.

Prescrizioni e dissequestri


Riguardano odori, rumori, facciata nord, depuratore, impianti anti-incendio e cartaccia le principali prescrizioni imposte alla cartiera dalla conferenza di servizi che a fine aprile ha rilasciato la Valutazione di impatto ambientale (Via) seguita a maggio dall’Aia (Autorizzazione integrata ambientale). Tolti i sigilli a quasi tutti i settori dello stabilimento sequestrati a suo tempo, il via libera della procura per facciata nord e area del depuratore arriverà al termine dell’adeguamento alle prescrizioni che vanno dall’innalzamento dei camini a un’altezza di 23 metri (già realizzato) alla piantumazione maschera-depuratore passando per filtri e pannelli per abbattere inquinamento acustico e olfattivo.

La cartaccia verrà recuperata

Così come richiesto dagli enti, le 95mila tonnellate di cartaccia ammassate all’esterno dello stabilimento sono state coperte con appositi teli. La procedura prescritta da Arpa prevede il loro trattamento all’interno del sito (per un totale autorizzato di 60mila tonnellate all’anno), anche per ridurre gli spostamenti di mezzi pesanti, con modalità che prevedono la separazione della fibra dal rifiuto, il riutilizzo della prima per la produzione di carta e lo smaltimento del secondo in appositi impianti esterni.

Partenza a step

Tra la messa in esercizio dell’impianto e la sua successiva messa a regime dovrebbe passare circa un mese. Trenta giorni di fase intermedia necessari sia per la taratura dei macchinari, sia per monitoraggio, verifiche e controlli da parte degli organi competenti chiamati poi a dare il via libera agli step successivi. L’accelerata ai lavori di adeguamento delle ultime settimane, aveva in un primo tempo fatto ipotizzare l’accensione delle macchine già entro agosto. L’azienda, in base a quanto trapela, avrebbe però deciso di procedere con maggiore cautela contando sul confronto e raccordo costante con gli enti locali per evitare di incorrere in eventuali errori tecnici che rischierebbero di compromettere tutti i passi fatti e ritardare ulteriormente la partenza.

Mitigazioni e nuove assunzioni

Dalle opere viarie alla ciclabile, dal bosco al contributo caldaie: le opere di compensazione seguiranno a ruota l’accensione dell’impianto. Impianto che una volta a regime avrà bisogno di almeno 150 dipendenti oltre ai lavoratori dell’indotto. I colloqui per le assunzioni sono partiti.
 

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