Il Covid a Mantova: lunga fila per i tamponi alla postazione del Poma

Sono le persone venute a contatto con i contagiati dell’azienda agricola Francescon, rintracciate dal personale Ats

MANTOVA. Procede a ritmo serrato, da parte del personale medico dell’Ats, il tracciamento delle persone venute a contatto con i lavoratori trovati positivi al Covid 19, all’interno dell’azienda agricola Francescon di Rodigo.

Ieri mattina (venerdì 7 agosto), su disposizione dell’autorità sanitaria, numerosi braccianti dell’azienda si sono presentati davanti alla postazione dell’ospedale di Mantova per sottoporsi al tampone. A confermarlo è lo stesso Raffaello Stradoni, direttore generale del Carlo Poma che ribadisce l’importanza e l’efficacia del tracciamento, che sta dando ottimi risultati.



La tempestività dei controlli ha consentito, infatti, di individuare e mettere in quarantena un’intera famiglia di cinque persone a Lonato, in provincia di Brescia. A contagiarle un dipendente di Francescon, ma il piccolo focolaio è stato subito circoscritto da Ats. La famiglia dell’operaio agricolo è stata sottoposta a tampone e tutti e cinque i componenti sono risultati positivi asintomatici. È così scattato l’isolamento obbligatorio a casa. Complessivamente, alla data di ieri, i contagi all’interno dell’azienda agricola di Rodigo hanno toccato quota 127. E per tutti i dovrà essere attivata la procedura di tracciamento dei contatti che in parte è già stata effettuata. I contatti stretti sono quelli considerati ad elevato rischio di infezione e riguardano persone conviventi che sono state in contatto a una distanza inferiore a un metro e mezzo per più di quindici minuti.

Il personale sanitario impegnato in questa battaglia ribadisce che per controllare i focolai è indispensabile riuscire a identificare e bloccare almeno un terzo delle infezioni silenti che diffondono il virus.

Più o meno la metà dei contagi – sostengono gli esperti – arriva da persone che non hanno sintomi. Partendo da questo dato di fatto il controllare l’epidemia semplicemente isolando i malati non può bastare. Per questo è fondamentale – sostengono i medici dell’Ats – una volta identificato un positivo a Covid-19 impegnarsi nel tracciamento dei suoi contatti dei giorni precedenti, in modo da potere identificare e isolare eventuali contagiati che sono positivi e a loro volta contagiosi senza saperlo. Ed è quello che in questi giorni con grande impegno stanno facendo i medici dell’Ats Val Padana che, in parallelo ha anche attivato il proprio servizio di sicurezza e prevenzione negli ambienti di lavoro.

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