Baroni attacca il sindaco di Mantova sul Te: fa solo campagna elettorale

La parlamentare azzurra ripete le critiche sull’«orrenda Gardaland palazziana». «I funzionari del ministero lavorano per lui e dimenticano Ponte Marino»

MANTOVA. I 5 milioni di euro assegnati dal ministro Franceschini a Mantova per il parco urbano del Te hanno suscitato la dura reazione della parlamentare di Forza Italia Anna Lisa Baroni. Già non era stata tenera con il sindaco di Mantova quando, nel gennaio scorso, illustrò il suo progetto (per l’esattezza, lo studio di fattibilità tecnico-economico) da 7 milioni di euro che faceva parte di uno più ampio da 14 milioni che prevedeva anche il riassetto generale dell’area, compresa la bocciofila, il parcheggio ex Kennedy, le Aquile di viale Isonzo e il sottopasso pedonale di via Visi, in Te Brunetti.

E ribadisce il giudizio già espresso mesi fa sul progetto: «Una specie di Gardaland, orrenda, almeno a giudicare da quanto si vede dal rendering pubblicato». L’esponente azzurra, coordinatrice provinciale del partito, sottolinea la «grande felicità» di Palazzi nell’annunciare «il principesco finanziamento» promesso da Franceschini. Lo fa con una punta di ironia ricordando altri soldi pubblici garantiti a Mantova e non ancora arrivati.


«Se non sbaglio - dice la Baroni - non è ancora entrato nelle casse del Comune di Mantova il milione di euro promesso da Franceschini per Mantova capitale della cultura 2016 e nemmeno il milione promesso e stanziato da Bonisoli per Palazzo Ducale. Se sbaglio, sono certa che qualcuno mi smentirà». La deputata azzurra entra nel merito della vicenda parco urbano del Te con «tre semplici considerazioni».

La prima, «il progetto commissionato da Palazzi a uno studio specializzato è bruttissimo - insiste - e vorrei sapere che fine ha fatto quello, commissionato e ultimato dall’ufficio Unesco, per la sistemazione della stessa area e che dovrebbe essere contenuto in tre volumi. Ho chiesto di averli all’ufficio Unesco e - promette - li consulterò nei prossimi giorni».

La seconda considerazione riguarda il Ducale. «Palazzo Ducale - dice - è costretto a fare insensati risparmi persino per la gestione ordinaria e il funzionamento degli uffici, personale, mostre, eccetera, mentre si regalano milioni di euro ai faraonici e davvero brutti progetti di Palazzi».

La terza considerazione riguarda il momento in cui è arrivato da Roma l’annuncio del finanziamento. «Siamo in pieno agosto 2020 e in piena campagna elettorale per Mantova 2020» sottolinea la parlamentare azzurra. Che tocca un tasto molto sentito nella Bassa: la paventata chiusura del Ponte Marino, sulla statale Abetone e Brennero nei pressi di Pieve di Coriano, per lavori di messa in sicurezza, per i quali ci sono i soldi ma che non partono per ritardi ministeriali. Sull’argomento la stessa parlamentare aveva presentato un’interpellanza a cui venerdì scorso era arrivata la risposta in aula da uno dei sottosegretari di Franceschini: «Ci aveva detto - ricorda Baroni - che la procedura formale non era stata completata da Anas e che sembrava mancasse il clic definitivo per la presentazione sulla piattaforma ministeriale».

«Mentre il Ponte Marino, essenziale per il funzionamento dell’economia e del traffico delle merci della Bassa mantovana, resta privo dei funzionari del ministro Franceschini, per il palazziano orrendo giardino si trovano dirigenti che lavorano e mandano avanti progetti e procedimenti, e si manda alla conferenza Stato-Regioni: si lavora, insomma».

Insomma, lavorano per il sindaco di Mantova e trascurano il resto. E si chiede: «Quanto dovranno attendere i cittadini della Bassa per il parere del ministro Franceschini e dei suoi funzionari sulla ricostruzione del Ponte Marino? E in quanto tempo il ministero ha approvato il progetto per la Gardaland palazziana, dalla sua presentazione?». Con una terza domanda che ritorna spesso: «Sono arrivati i soldi di Mantova capitale della cultura e per il rifacimento della facciata di Palazzo Ducale?».
 

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