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Mantova, le code infinite a Porta Cerese: ecco il nodo irrisolto della viabilità

Poco traffico in questa stagione a Porta Cerese. Col rientro dalle ferie torneranno le code dell'ora di punta

Fonte di problemi di traffico da anni, non è tra i temi della campagna elettorale. L’assessore: «Eliminare i binari richiederà anni, ma ci sono soluzioni più veloci». Scartato il progetto legato a Esselunga, rimane ancora in piedi l’idea di un sottopasso

MANTOVA. Il passaggio a livello di porta Cerese, che da ieri sera è chiuso al passaggio delle auto per lavori di manutenzione, è da decenni uno dei tormentoni di tutti coloro che si sono dovuti occupare di traffico e urbanistico in città e Provincia. Ma è un’ossessione pluridecennale soprattutto per chi deve attraversarlo a bordo di un’auto e, nelle ore di punta, si trova a dover affrontare lunghe e lentissime code per uscire e, soprattutto, per entrare in città. La cosiddetta “cintura ferroviaria” che intrappola a sud la città (cintura che comprende anche il passaggio a livello di viale Oslavia) è stato tema di numerose campagne elettorali. Non di quella in corso oggi.



Sottopasso o no?

In realtà il tema è sparito dalle polemiche politiche, da quando è tramontato il progetto di doppio sottopasso e rotatorie legato al primo piano Esselunga e dopo la firma del protocollo con Rfi, nel 2018, dal sindaco Mattia Palazzi. Protocollo che prevede interventi milionari comprendenti l’eliminazione della cintura ferroviaria a sud. Ma in che tempi? Pier Paolo Olla, direttore territoriale produzione di Rfi,il giorno della firma (marzo 2018), ammise che sull’eliminazione dei binari non era possibile prevedere tempistiche. Quindi, quando verrà affrontato il nodo della viabilità in questo punto nevralgico (ce ne sono altri, lo sappiamo bene) della viabilità cittadina?



La storia

Fa bene l’ex assessore Giampaolo Benedini (giunta Sodano) a ricordare che «il vero problema non è rappresentato dal solo passaggio a livello, perché le code si formano anche quando non passano treni. Per questo avevamo concordato con la Victoria srl (legata a Esselunga) un progetto per due sottopassi. Purtroppo mancò la volontà politica dell’allora sindaco di andare fino in fondo». E ha ragione pure l’ex dirigente (oggi in pensione) della Provincia, Giancarlo Leoni, quando ricorda che «già nel piano d’area dei primi anni 90, la Provincia propose sottopassi in coincidenza dei passaggi a livello e si pensò poi anche a un accordo con le Ferrovie».



Servono soluzioni pratiche

«Ci rendiamo conto che l’eliminazione della tratta ferroviaria a sud è un progetto di lungo periodo, che da solo non risolve i problemi e che occorrono interventi di breve periodo – argomenta l’assessore all’urbanistica, Andrea Murari – per questo abbiamo inserito nel piano della mobilità sostenibile, il Pums, interventi che possono essere programmati quest’anno e nel 2021, in grado di ridurre di un terzo i tempi di attraversamento dello snodo. Mi riferisco all’eliminazione del semaforo di via Visi con obbligo di svolta a destra, al sottopasso ciclopedonale tra Te Brunetti e bosco Virgiliano e all’allargamento del passaggio a livello con la creazione di una terza corsia riservata a chi deve svoltare in via Brennero. Ma abbiamo anche chiesto a Rfi, di fare uno studio di fattibilità per la costruzione di un sottopasso a Porta Cerese. Ma sia chiara un a cosa: è necessario costruire il collegamento tra asse sud e casello autostradale, opera incomprensibilmente bloccata dalla Regione». 

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