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Scandalo bonus, Dara e la Lega rifugiati nel silenzio: sul web indipendentisti all’attacco

A Viadana i civici vicini a Fava: «Cosa ne pensa Cavatorta?» Il Pd di Castiglione: «Se è vero, via la delega»

MANTOVA. Secondo giorno di imbarazzato silenzio da parte della Lega mantovana sulla vicenda del bonus da 600 euro chiesto e ottenuto da alcuni parlamentari tra cui figurerebbe il mantovano Andrea Dara. E tace ancora lo stesso parlamentare nonché vice sindaco di Castiglione delle Stiviere per smentire o confermare quanto gli viene attribuito. Il che scatena sul web, ma non solo, le reazioni dei suoi avversari politici, sopratutto quelli di parte indipendentista che guardano a Gianni Fava.

Cedrik Pasetti, da sempre vicino all’ex assessore regionale, sulla sua pagina Facebook che si chiede come mai Dara, se è vero che non ha chiesto il bonus, non sia ancora intervenuti per smentire la circostanza. In modo ironico, però, ricorda i suoi atteggiamenti da "novello Savonarola" che in occasione delle elezioni per la segreteria provinciale «aveva lanciato l’anatema contro me e Gianni Fava», nonché le «epurazioni bolsceviche di tutti i nostri amici». E sul web si scatena anche Elisa Grazioli, ex segretario cittadina della Lega, che non perde l’occasione per censurare il comportamento di Dara (sempre che sia veramente responsabile di quanto gli viene attribuito, sottolinea lei come tutti quelli che intervengono).



La polemica investe anche Viadana, in piena campagna elettorale per le comunali. Su Facebook interviene Matteo Davoli, promotore della lista civica Viadana Davvero, vicina a Fava: «Esiste un problema politico non soprassedibile a Viadana. Il “padrino politico” dell’alleanza cittadina fra Lega Salvini Premier - Fratelli d'Italia sembrerebbe finito nei guai» dice riferendosi a Dara. «Proprio colui che, assecondando i desideri del capo dei salviniani locali Bottari sembra aver convinto Matteo Salvini a sostenere il candidato Nicola Cavatorta, considerato da tutti espressione diretta ed evidente del partito presieduto da Giorgia Meloni». E chiede al candidato sindaco Cavatorta di dire che cosa pensa della vicenda del bonus. E Gianni Fava si limita a commentare in linea generale: «Credibilità e serietà in politica valgono forse qualcosa in più che posti istituzionali ottenuti in modalità “a strascico”».

E nel marasma di questi giorni, il cambio di utenze nella sede provinciale della Lega a Porto scatena le più disparate interpretazioni fino a quella della chiusura. A questo punto il segretario provinciale Antonio Carra è costretto a rompere il silenzio imposto da Salvini per precisare che si è trattato solo del passaggio di intestazione da Lega nord a Lega Salvini premier. Un fatto è certo: il vecchio partito indipendentista sta pian piano scomparendo, con buona pace di chi, come Fava, nei giorni scorsi aveva chiesto il simbolo della Lega nord per una propria lista a Viadana e a Mantova.

Nella vicenda Dara interviene anche il circolo Pd di Castiglione. In una nota, chiede al sindaco Volpi, nel caso fosse acclarato che anche Dara è un furbetto, di togliergli la delega per «dissociare l’immagine del nostro Comune da questa incresciosa vicenda». 

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