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Il Comune di Mantova investe un milione di euro per proteggere monumenti e opere

Indetta da Via Roma la gara per i servizi assicurativi. C’è anche una polizza per i danni provocati dal terremoto

Sandro Mortari
2 minuti di lettura

MANTOVA. Dagli immobili come scuole e biblioteche ai monumenti, dalle opere d’arte, quadri soprattutto, ai veicoli, agli infortuni che possono capitare sia al personale che agli amministratori durante il lavoro quotidiano. Fino al terremoto, da cui si è già passati nel 2012 quando, grazie alla polizza relativa, il Comune è riuscito a recuperare 7 milioni e 300mila euro per i danni causati dalle scosse al suo patrimonio storico-artistico.

C’è tutto questo nelle polizze che il Comune metterà a gara dopo che le attuali in vigore scadranno il 31 dicembre. Un appalto per cinque anni, sino al 31 dicembre 2025 che, con la proroga tecnica di sei mesi, vale 1.151.150 euro ma che farà dormire sonni tranquilli a tutti, dipendenti e politici.

I servizi assicurativi a gara sono stati suddivisi in cinque lotti (All risk beni comunali e opere d’arte con premio annuale a gara di 150mila e 31mila euro, infortuni, kasko e Rca auto) che potranno essere assegnati anche a compagnie diverse: attualmente ad assicurare il Comune sono Generali, Syncronos Italia e Unipolsai. Le offerte vanno presentate entro le ore 12 del 23 settembre. L’appalto sarà aggiudicato col criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa che terrà conto del miglior rapporto qualità-prezzo. Il Comune si avvarrà, come intermediario, del broker Marsh spa.

Il Comune ha assicurato gli immobili considerati beni culturali per un valore di 264 milioni 227mila euro e tutti gli altri per 177 milioni 212mila euro. Tra i primi ci sono i gioielli come Palazzo Te (valutato 57 milioni 770mila euro; il teatro Bibiena (23 milioni 116mila euro), la biblioteca Teresiana (22 milioni 64mila euro). In tutto sono 41 i «contenitori-monumento» assicurati, compresi alcuni edifici che ospitano scuole e uffici giudiziari.

Qui si parla di muri assicurati, ma non poteva mancare una polizza anche sul «contenuto». Sparso nei vari musei c’è un vero e proprio tesoro. Nel complesso biblioteca Teresiana-liceo Virgilio sono conservate opere di proprietà comunale per un valore di 85 milioni di euro; nel complesso Ducale-Castello di San Giorgio-Museo archeologico sono custodite opere comunali valutate 60 milioni di euro; a Palazzo Te opere per 16 milioni e mezzo, a San Sebastiano altre per 13 milioni e mezzo, al Baratta per 13 milioni e all’Archivio di Stato per 4 milioni. Ebbene, la polizza copre fino a 25 milioni di danni, il massimo che si può trovare sul mercato assicurativo (ogni singola opera, a parte qualche eccezione, è assicurata per un milione e mezzo di euro): per esempio, facendo gli opportuni scongiuri, se andasse a fuoco Palazzo Te al Comune verrebbe indennizzato il costo dei muri (quasi 58 milioni) e quello di tutte le opere; se succedesse per la Teresiana si arriverebbe sino a 25 milioni su 85 di valore.

Ci sono, però, alcune opere d’arte di proprietà comunale di grande valore che meritano un’assicurazione a parte. Tra queste spiccano i quadri depositati al Ducale: «La famiglia Gonzaga in adorazione alla trinità» del Rubens valutata 10 milioni di euro e la «moltiplicazione dei pani e dei pesci» del Fetti valutata 6 milioni; e figurano anche quelle che il Comune custodisce a Palazzo Te come il ritratto di Giulio Romano del Tiziano di proprietà di Provincia e Regione, valutato un milione 800mila euro e «Il risveglio» di Zandomeneghi (un milione 600mila euro).

Insomma, tutto è protetto in caso di incendio, sisma, furto, danneggiamento. Manca solo la polizza che tutela gli amministratori da eventuali danni causati a terzi dalle loro decisioni ( «ma questa – dice il vicesindaco Giovanni Buvoli – ce la paghiamo di tasca nostra») e quella relativa alla responsabilità civile del Comune (per esempio, quando un cittadino cade in una buca apertasi sulla strada a causa dell’incuria comunale e chiede i danni) già in corso.

 

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