Fondazione Freddi: al Ducale presto altre opere in mostra

Il presidente Tonghini: a marzo 2021 arriveremo a 115 pezzi in altre due sale. Nell’ente arriva la nipote Sofia: vorrei far conoscere la collezione in tutto il mondo

MANTOVA. Tre anni, oggi, che Romano Freddi, non è più. La sua mancanza è stata evidente nei tanti che l’hanno conosciuto. Soprattutto, è mancato alla nipote Sofia Freddi, che ha deciso di entrare nella Fondazione, voluta fortemente dal nonno e intitolata anche alla moglie Raimonda (scomparsa nel novembre 2018), per rafforzarne il ricordo. Romano Freddi era un imprenditore di successo, il re delle pizze surgelate, molto spesso divisivo nei suoi atteggiamenti, ma profondamente legato a Mantova, tanto da lasciare in comodato a Palazzo Ducale il fior fiore della sua collezione d’arte affinché fosse a disposizione di tutti. Un modo per restituire alla città un poco di quel tanto che aveva ricevuto dalla vita, lavorando sodo.



«Ricordo mio nonno come un papà - dice la nipote Sofia figlia di Federica Freddi - quel papà che non ho avuto. Ho passato tanto tempo con lui e ho un ricordo bellissimo. È stato un esempio da seguire, sempre». Il suo ingresso nella Fondazione significa «portare avanti quello che voleva lui. Mi sento in dovere di farlo, di trasmettere alla città quello che mi ha insegnato».

Ai mantovani ha dato la possibilità di ammirare la sua collezione d’arte fatta di pezzi rarissimi del Rinascimento, tra cui spiccano quadri di Rubens e Giulio Romano, appartenuti ai Gonzaga e poi dispersi per il mondo, rintracciati e riportati a casa dopo secoli con passione ed entusiasmo, da vero amante dell’arte. Per ora al Ducale sono esposte 84 opere, ma da marzo prossimo «si arriverà a 115 con l’allestimento di due sale» afferma il presidente della Fondazione Enzo Tonghini. Tenendo conto che la collezione di Freddi vanta più di 300 opere c’è spazio per sognare un nuovo ampliamento non appena si troveranno le sale per accoglierle. «Dovevamo essere pronti nel marzo di quest’anno in occasione del suo compleanno (il 18 marzo, ndr.), ma il Covid ci ha bloccato. Saremo pronti l’anno prossimo, sempre in marzo» dice il presidente. Che aggiunge: «Sono tre anni che Romano Freddi manca, una figura che nel bene e nel male è stato un punto di riferimento per la città. Avere ora la nipote Sofia in Fondazione è significativo per tutti noi».

Per la Fondazione intitolata ai coniugi Romano e Raimonda Freddi Sofia ha grandi progetti «che piacerebbero molto ai nonni» dice. Tra questi, spicca l’idea di una mostra itinerante con tutte le opere ora al Ducale, magari implementate da altre rarità: «Mi piacerebbe portarle in giro per il mondo per far conoscere il lavoro che ha fatto mio nonno per recuperarle e riportarle in città. E per far conoscere non solo le bellezze di Mantova e la sua storia, ma anche chi era mio nonno Romano Freddi ». —
 

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