Mantova, filma la movida al chiosco: lite con i gestori e accuse

Un residente: «Riprendevo clienti troppo ravvicinati e sono stato aggredito». Il titolare del locale: «Nessuno lo ha toccato. Sporgerò querela di nuovo»

MANTOVA. Da un lato un cittadino che voleva segnalare una presunta infrazione alle norme anti Covid. Dall’altro i gestori dei chioschi di piazza Virgiliana che, al contrario, si dicono perfettamente in regola. Un contrasto che è sfociato in un intervento dei carabinieri dopo un episodio sul quale le versioni divergono in modo sostanziale.

Tutto inizia poco prima delle 23 di sabato 22 agosto. Paolo Rampi, 73 anni, racconta di aver raggiunto a piedi con la moglie i giardini di piazza Virgiliana. «Volevo documentare la troppa vicinanza degli avventori - spiega - e ho filmato con il mio cellulare, stando all’esterno, del locale e su suolo pubblico, quando un buttafuori del locale e poi il gestore sono arrivati».


A questo punto le versioni divergono. Per Rampi i due gli hanno intimato di smettere: «Ho aperto il telefono per chiamare il 118, quando mi sono ritrovato a terra spintonato, non ricordo da chi e con il telefono lontano. Sono tornato verso casa e ho chiamato il 118 perché cadendo a terra avevo preso un colpo al gomito e mi faceva male il collo. Purtroppo penso mi abbiamo preso di mira perché sono portavoce del Comitato di Tutela Piazza Virgiliana».

Per il gestore, invece, «ci sono testimoni che nessuno lo ha toccato, ma è lui che si è gettato a terra o è caduto da solo. Gli abbiamo segnalato che stava filmando a loro insaputa delle persone, anche minorenni e ci ha detto di farci gli affari nostri. Lo abbiamo già querelato tre settimane fa e lo faremo di nuovo. La sua è una battaglia contro di noi, che siamo in regola con le norme di distanziamento e che spegniamo la musica a mezzanotte». Ora la palla passa ai carabinieri che hanno già raccolto le testimonianze e riceveranno le denunce, se saranno poi presentate.


 

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