Il Credito Padano regge l’urto: la raccolta globale sale del 2%

La banca con sede a Cremona ha reagito agli effetti dell’emergenza sanitaria. Aumentano gli home banking, sempre più dipendenti in smart working 

CASTEL GOFFREDO . Arrivano i risultati del primo semestre 2020 del Credito Padano. Risultati che, commenta l’istituto di credito, «confermano la capacità della banca di affrontare e reagire alla complessità del contesto causata dall’emergenza sanitaria, riflettendo una buona redditività, solidità patrimoniale, flessibilità nella gestione e mantenendo alta l’attenzione, in termini di responsabilità sociale, verso il territorio».

Rispetto a giugno 2019, la raccolta globale, pari a 2,3 miliardi di euro, è in aumento di circa il 2% grazie in particolare alla crescita della componente indiretta (la vendita di titoli, fondi, assicurazioni). Nel secondo trimestre, poi, si è assistito ad un incremento significativo dei depositi a vista che ha impresso una accelerazione ai flussi di risparmio gestito. Gli impieghi vivi a clientela, cioè i finanziamenti al netto delle sofferenze, sono in diminuzione del 2,8%, «anche se la banca è particolarmente impegnata sul fronte delle misure di sostegno a famiglie e imprese per l’emergenza Covid-19». Ad oggi sono state concesse oltre 1.400 moratorie di mutui e prestiti per 174 milioni e 935 finanziamenti a piccole e medie imprese per 31 milioni ex art.13 del “Decreto Liquidità”. La domanda di credito è stata fortemente supportata dai pacchetti di misure messi in campo dal governo.


L’incidenza delle partite deteriorate sugli impieghi lordi si mantiene per ora stabile al 12,8%, in linea con dicembre 2019, ma entro fine anno si prevede di portarla al di sotto del 10% grazie ad una operazione di cessione di crediti in sofferenza di 15 milioni di euro. L’indice di copertura dei crediti deteriorati si attesta al 51,66%, con le sofferenze coperte per il 64%.

Il margine d’interesse è in contrazione rispetto a giugno 2019 per la riduzione degli impieghi a clientela e «in particolare per l’azione perseguita dalla banca verso la mitigazione dei tassi alla clientela», mentre il margine di intermediazione è in linea con lo scorso anno per la tenuta delle commissioni nette e per il contributo dell’utile da negoziazione titoli derivante dall’attenta gestione del portafoglio di proprietà.

Il costo del rischio è in contenimento. Le rettifiche di valore (3,2 milioni) sono in diminuzione del 41% rispetto a giugno 2019. I costi operativi sono in diminuzione. La riduzione delle spese amministrative e del personale ha consentito alla banca di aumentare gli accantonamenti prudenziali per oneri e spese futuri. Il cost-income, rapporto tra costi operativi e margini di intermediazione, è in miglioramento e si attesta al 68%.

L’utile realizzato a giugno 2020 è in linea con gli obiettivi di piano strategico. Per quanto riguarda il grado di patrimonializzazione, Tier1 e Total Capital Ratio, pari al 13,87%, «sono adeguati e ampiamente sopra i limiti posti dalla Vigilanza». «Il secondo semestre dell’anno sarà impegnativo – dichiara il presidente Antonio Davò – la situazione di incertezza legata ad una eventuale nuova ondata del virus non aiuta a volgere in positivo le aspettative sul futuro di famiglie ed imprese. Tuttavia la nostra banca metterà il massimo impegno per sostenere la ripresa del territorio che non potrà però prescindere dalla collaborazione di tutti. Lo dobbiamo ai nostri giovani ai quali lasciamo in eredità le conseguenze delle scelte che compiamo oggi». «Le iniziative che abbiamo implementato con successo nel primo semestre per mitigare l’impatto del Covid-19 su clienti, dipendenti ed a supporto dell’economia locale e delle nostre comunità – aggiunge il direttore generale Paolo Innocenti – saranno mantenute e, se necessario, rafforzate. Conto su una ripresa graduale, ma costante. Molto dipenderà dalla capacità della classe politica di investire in progetti validi e strategici i capitali messi a disposizione anche dall’Europa. Assisteremo ad un aumento dei consumi anche se saranno orientati in modo diverso rispetto al passato. Il lockdown ci ha insegnato una nuova frugalità».

Un’attenzione particolare sarà riservata da Credito Padano a migliorare e sviluppare ulteriormente i servizi digitali. Dallo scoppio della pandemia sono stati attivati oltre 1.500 nuovi home banking a dimostrazione che la spinta alla digitalizzazione sarà un fenomeno destinato a permanere e che gradualmente cambierà le abitudini di lavoro e di vita.

A proposito di cambiamento di abitudini di lavoro, Credito Padano ha sperimentato con successo, durante il primo semestre, il ricorso allo smart working soprattutto per le attività degli uffici centrali. Un ulteriore strumento di flessibilità che la banca valuterà di mantenere anche ad emergenza risolta. —

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