L’Ambasciata riaprirà sotto la guida dei Tamani: «Una nuova rinascita»

Lo storico ristorante di Quistello, dopo i problemi societari e lo stop del lockdown, è pronto a ripartire. «Ci sarà un ricambio generazionale» 

QUISTELLO. Il ristorante “L’Ambasciata “di Quistello riaprirà, di nuovo sotto la guida della famiglia Tamani. Le operazioni perché il famoso locale possa tornare operativo sono in corso e le prossime settimane saranno decisive. L’Ambasciata è diventato un simbolo d’eccellenza e prestigio per il territorio, ed è gestito da sempre dai fratelli Romano e Francesco Tamani.

Negli ultimi anni ci sono stati momenti difficili, con varie peripezie. Anche il terremoto nel 2012 e la crisi economica iniziata nel 2008 hanno provato l’attività. Si sono susseguite alcune avventure societarie non particolarmente oculate, che però non hanno intaccato la fama del ristorante e di un vero e proprio brand di eccellenza che si è creato intorno a questo nome e alla sua cucina stellata.


L’ultima dura prova è stata l’emergenza sanitaria causata dal Covid. Nel 2020 il ristorante ha chiuso e la cucina, regno di Romano, si è fermata. Ora la famiglia è pronta a una nuova avventura, anche se non si è sbilanciata su quale sarà l’assetto proprietario.

La certezza è una: i fratelli Tamani ci saranno. «È più di quarant’anni che proponiamo non solo un pasto di alta cucina, ma un’esperienza da vivere in un locale esclusivo immerso in un’atmosfera surreale – spiega lo chef Romano –. Il marchio Ambasciata racchiude e custodisce una tradizione antica e gloriosa. È un marchio innegabilmente legato alla famiglia Tamani, in maniera anche concreta. In tanti hanno provato a imitare la nostra cucina e il nostro stile, ma vi è un unico collegamento che le persone fanno al ristorante Ambasciata, ossia la famiglia Tamani, cominciando dalla nostra indimenticata mamma Lina».

E anche Francesco Tamani rimarca il legame indissolubile tra il locale e la sua famiglia e guarda a un futuro con le nuove generazioni: «Io e Romano siamo fratelli, ma anche colleghi da una vita, con una carriera condivisa che ci ha portato a ottenere risultati inimmaginabili. Soprattutto per persone come noi, nate dal nulla, ma convinte di un’idea elaborata e difesa negli anni con il lavoro e l’impegno quotidiano. Siamo gente abituata a dare il meglio nei momenti di difficoltà, quando tutto sembra perduto. Questa potrebbe essere una fase di rinascita: ci sono finanziatori interessati a subentrare in società nel momento in cui stiamo valutando un passaggio di consegne e un coinvolgimento della nostra famiglia. Abbiamo figli e nipoti che potrebbero garantire un futuro ancora più solido e rinnovato al ristorante».

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