Il direttore generale dell'Asst di Mantova: «Da noi epidemia sotto controllo, ma ora inizia il doppio lavoro»

Stradoni: «Casi Covid e patologie polmonari si intrecciano». Da quattro giorni nessun ricovero, al Poma 14 positivi  

MANTOVA. La sfida più difficile è quella di monitorare costantemente, in accordo con Ats, i nuovi contagi in provincia di Mantova per poter programmare l’attività Covid e quella ordinaria, perché la Regione ha disposto che entro fine anno si debba tornare almeno all’offerta del 95% dell’attività ambulatoriale rispetto al periodo pre-coronavirus. A dirlo è il direttore generale dell’Asst di Mantova, Raffaello Stradoni, che con la Gazzetta di Mantova ha fatto il punto sull’emergenza sanitaria.

Direttore, una sfida non facile...


«Ma dobbiamo farcela, ovviamente compatibilmente a quello che sarà la situazione da qui a fine anno. Dobbiamo trovare spazi e ambulatori ».

Qual è la situazione attuale?

«Attualmente abbiamo 12 positivi in Malattie infettive, e due in Rianimazione, ma questi ultimi due sono in terapia intensiva non per il Covid ma per altre patologie. Da 3-4 giorni non abbiamo nuovi ricoveri Covid, anche se continuano i casi sospetti. Uno dei problemi che si ripresenta ogni fine estate è quello legato alle patologie polmonari. Sono casi preoccupanti, perché anche in assenza di sintomi necessitano di un percorso diagnostico per cercare di capire se è patologia Covid o no. Stiamo lavorando in accordo con Ats e gli ospedali di Suzzara e Castiglione per adottare protocolli unici di intervento anche insieme a i medici dimedicina generale».

I casi più recenti sono da rientro dalle vacanze?

«No, gli ultimi casi sono legati ai due focolai di Viadana e Rodigo che però grazie all’opera dei colleghi dell’Ats sono stati circoscritti molto bene e non hanno causato incrementi dei ricoveri».

Il pronto soccorso del Poma è sempre sdoppiato. Lo resterà per molto tempo?

«Temo di sì, almeno fino a quando non sparirà il Covid».

L’ospedale è pronto per una eventuale nuova ondata?

«Con l’esperienza maturata nei mesi scorsi possiamo dire che se dovesse succedere qualcosa noi giriamo un interruttore e di colpo avremo i posti letto Covid e senza dover comprimere come prima l’attività ordinaria».

Nel frattempo siete riusciti a smaltire l’attività arretrata bloccata durante il picco?

«Sì, abbiamo smaltito tanto, soprattutto le visite. Quelle nuove ovviamente hanno tempi di attesa medio lunghi a causa dei tempi di allestimento degli ambulatori tra una visita e l’altra. La nostra capacità di erogazione è ridotta dalla metà a un terzo. Riguardo al resto abbiamo il problema di dover isolare i soggetti cosiddetti grigi, che pur essendo negativi hanno sintomi che ci fanno pensare che siano malati. Ci sono infatti anche i falsi negativi e ci è capitato che soggetti con sintomi significativi da Covid fossero negativi ai tamponi, ma dopo anche due mesi sono risultati positivi all’attività sierologica. Vanno isolati e questo consuma una notevole capacità di risorse».

Tra qualche giorno riapriranno le scuole...

«Come ospedale stiamo collaborando con l’Ats e stiamo provvedendo con loro ad avviare i test sierologici per il personale scolastico. Facciamo dai 250 ai 280 tamponi ogni giorno. Un’adesione sostanziosa e finora il numero di soggetti positivi è inferiore ai numeri su base nazionale. Insomma, pochi casi, con un quadro epidemiologico sotto controllo. Certo sono necessari mascherina, lavaggio delle mani e distanziamento sociale. E aggiungo la vaccinazione antinfluenzale, sia per le categorie a rischio sia per tutti gli altri».

I lavori al Polichirurgico mai iniziati per il Covid quando partiranno?

«Bella domanda, li faremo e i fondi non vanno persi. Lo spazio del Polichirurgico, una cinquantina di letti, ci è stato prezioso durante la prima fase. Se le cose miglioreranno penso che il cantiere aprirà nel 2021».

I fondi per affrontare una eventuale nuova emergenza sono sufficienti?

«I finanziamenti statali e regionali stanno iniziando ad arrivare e tutta l’attività programmatoria è connessa a questi fondi. In questi giorni abbiamo avuto qualche difficoltà a consentire le ferie ai nostri collaboratori, ma non possiamo interrompere il lavoro di pianificazione. Nei prossimi giorni ci saranno ulteriori novità per vedere che cosa è meglio fare secondo il tipo di specialità. Abbiamo aperto il nuvo Cup ed entro settembre apriremo anche il centro prelievi, sempre all’interno dell’ex lavanderia ristrutturata».

A che punto è la manifestazione di interesse che avete lanciato per una gestione esterna di parte dell’attività ambulatoriale?

«Abbiamo avuto due soggetti interessati ma non è stato ancora deciso nulla, non è il momento».




 

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