Ancora nubifragi e ulteriori danni: provincia di Mantova di nuovo flagellata

Vento a oltre 70 orari e rovesci dopo il tornado di sabato 29 agosto. Ai Vigili del Fuoco oltre sessanta chiamate per alberi caduti

MANTOVA. Dopo l’eccezionale maltempo di sabato 29 agosto 2020 con tornado, grandinate e nubifragi, domenica 30 agosto la nostra provincia è stata nuovamente colpita. Dal capoluogo e l’hinterland al Suzzarese e l’Alto Mantovano le intemperie hanno concesso il bis. Oltre 60 le chiamate che hanno chiesto l’intervento dei Vigili del fuoco per alberi caduti. Mentre nei campi la conta dei danni cresce.

Il nuovo nubifragio si è scatenato poco dopo le otto del mattino. Il vento che ha preceduto la pioggia ha raggiunto raffiche ai settanta chilometri orari a Suzzara e quaranta nel resto della provincia. Abbastanza per far nuovamente scattare l’allerta su piante pericolanti. Una ventina quelle che sono state sradicate. A Governolo, in strada Ostigliese 105, i Vigili del Fuoco sono dovuti intervenire per un grosso albero caduto sul tetto di una abitazione.


Da Suzzara a Castel Goffredo, l’intensità della pioggia è stata notevole, oltre i 200 millimetri l’ora. Rovesci che hanno nuovamente creato piccoli allagamenti delle strade e delle vie più basse. Eventi sempre più ricorrenti. Per questo qualche Comune guarda già avanti. «Appare chiaro a tutti che, negli ultimi anni, certi eventi straordinari si ripetono con maggiore frequenza rispetto al passato - spiega il sindaco di Canneto Nicola Ficicchia - per questo, l’Amministrazione Comunale si impegnerà a studiare, insieme al gestore della rete, possibili interventi migliorativi nei punti in cui la rete comunale presenta storiche criticità in occasione di certi temporali».

Notevoli i danni nella zona di Ca’ Mantovane, fra Roverbella e Castelbelforte. Un capannone in cemento, dell'azienda agricola Armando Vicentini è caduto a terra danneggiando anche due velivoli utilizzati al vicino campo volo. «Purtroppo abbiamo avuto danni anche al tunnel dell’aerosuperficie - spiega il referente, il pilota Tiziano Badalotti - ma il vento qui è stato fortissimo».

La tromba d’aria ha lasciato una scia notevole di danni. Anche il campo volo “Mantova” di Ponte21, nel Comune di Curtatone ha avuto i tunnel divelti.

«Purtroppo abbiamo un hangar completamente distrutto - spiega il presidente Cristiano Azzoni - È un disastro, cose che si vedono solo alla tv. Per fortuna non c’era nessuno e non ci sono stati feriti. Ora abbiamo riorganizzato gli spazi e ritorniamo operativi». Questa settimana i soci dell’aeroclub si riuniranno per valutare il da farsi.

Oltre alle strutture, sono le aziende agricole che hanno pagato il pegno maggiore. Terminata da poco la campagna dei pomodori, è il mais che deve lamentare i peggiori danni, oltre alla frutta, all’uva ed agli ortaggi in pieno campo. In molte aziende l’intera produzione è da gettare colpito da chicchi di grandine grossi come uova e, nella zona del Sabbionetano e Casalasco, con diametro di sei centimetri, come palline da tennis. Scoperchiati anche alcuni depositi del biogas di Ponte21 sotto i quali era stoccato il materiale vegetale da utilizzare nel ciclo produttivo.

Notevoli anche i danni nei pioppeti golenali costituiti da giovani piantine che non hanno resistito alla forza delle raffiche di vento. In numerosi casi sono state abbattute e spezzate in serie.

Oggi le associazioni agricole ed i tenici che si occupano delle perizie grandine per il consorzio Codima (Consorzio di difesa delle produzioni agricole di Mantova) inizieranno la conta dei danni, che si presume essere elevatissima. 




 

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