La banda dei telefonini colpisce in via Nuvolari con un’ altra rapina

Indagini serrate dei carabinieri per scoprire cosa si nasconde dietro il fenomeno, ormai dilagante, delle rapine degli smartphone. L’ipotesi è che esista un canale di ricettazione proprio per questi costosi telefonini che fa capo ad un sodalizio criminale dedito a questa particolare attività, rappresentato per lo più da nordafricani. Quello che è accaduto nei giorni scorsi lo dimostra. La banda agisce in ore serali e in luoghi scarsamente illuminati

MANTOVA. Indagini serrate dei carabinieri per scoprire cosa si nasconde dietro il fenomeno, ormai dilagante, delle rapine degli smartphone.

L’ipotesi è che esista un canale di ricettazione proprio per questi costosi telefonini che fa capo ad un sodalizio criminale dedito a questa particolare attività, rappresentato per lo più da nordafricani. Quello che è accaduto nei giorni scorsi lo dimostra. La banda agisce in ore serali e in luoghi scarsamente illuminati. Come in via Nuvolari quando tre individui, con carnagione scura hanno affrontato un trentenne della provincia di Brescia e dopo averlo strattonato gli hanno rapinato il telefonino, per poi darsi alla fuga. Hanno agito a volto scoperto e questo è ancora più preoccupante perché significa che non temono di essere riconosciuti. Si muovono comunque in zone dove scarseggiano le telecamere.


La vittima della rapina avrebbe anche cercato di opporsi all’aggressione ma inutilmente. L’uomo ha quindi raggiunto il comando provinciale dei carabinieri di via Chiassi dove ha presentato denuncia. Gli uomini dell’Arma temono che episodi criminali di questo tipo possano ripetersi. Hanno quindi potenziato i controlli, già massicci dall’ultima rapina avvenuta il 27 agosto in piazza Virgiliana, diventata ormai una zona ad alto rischio.

Quella sera un uomo, con il viso coperto da una mascherina scura, ha rapinato un sedicenne del suo telefonino e poi è fuggito. La vittima era in compagnia di altri due coetanei che però hanno preferito non intervenire. Tutto era avvenuto in una manciata di secondi e in una zona della piazza scarsamente illuminata. Avvertiti dell’episodio sul posto sono accorsi i carabinieri del nucleo radiomobile ai quali i ragazzi hanno raccontato l’accaduto, indicando ai militari anche la via di fuga del rapinatore. Per tutta la notte gli uomini dell’Arma lo hanno cercato, ma senza esito.

Forse le immagini delle telecamere poste in zona hanno dato qualche esito positivo. Non è un caso che la rapina sia avvenuta a ridosso del muro di cinta della piazza, in un’area poco illuminata.

L’impressione è che i carabinieri abbiano già individuato una pista concreta per sbaragliare la banda dei cellulari.
 

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