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Mantova si candida a zona semplificata: la sfida al rilancio parte dalle imprese

Confindustria, Confartigianato e Ance: priorità infrastrutture. Dal Mamu l’appello a politica e sindacati: facciamo squadra

MANTOVA. Il mondo delle imprese candida la provincia mantovana a Zona logistica semplificata e lancia un appello a candidati sindaci, politica, amministratori, associazioni economiche e sindacati a fare fronte comune in questa sfida. Il dossier da sottoporre al governo tramite la Regione è pronto ed è rappresentato dallo studio “Analisi delle potenzialità economiche infrastrutturali del territorio mantovano” commissionato alla società di consulenza Ernest Young da Confindustria, Confartigianato e Ance, presentato al Mamu (con 120 persone collegate in streaming). Una sfida che punta a fare del Mantovano un’isola di semplificazioni, agevolazioni fiscali e incentivi capaci di attrarre investimenti e organizzare sviluppo attorno al porto di Valdaro, ma che non può prescindere dallo sblocco degli interventi infrastrutturali già programmati, dalla realizzazione dell’autostrada Mantova-Cremona e dal rafforzamento della dotazione logistica portuale.

A sostenerlo a gran voce i presidenti di Confindustria Edgardo Bianchi, Confartigianato Lorenzo Capelli e di Ance Attilio Scacchetti, protagonisti della giornata introdotta dal presidente della Camera di Commercio Carlo Zanetti, proseguita con le testimonianze del mondo imprenditoriale e gli interventi del presidente della Fondazione Bam Arrigo Gianolio e di Guido Gasparini di Mps .

«Gli investimenti infrastrutturali potrebbero accelerare la realizzazione di nuove iniziative imprenditoriali anche nelle aree libere, si potrebbero intercettare e muovere risorse sino a circa 6,5 miliardi, avere ricadute economiche per circa 13 miliardi e generare occupazione per 15.500 nuovi addetti»: nel riprendere le conclusioni dello studio, Bianchi ha ricordato come a fronte di interventi previsti per 5,6 miliardi in infrastrutture viarie e ferroviarie «negli anni sono stati stanziati solo 600 milioni»: «Dobbiamo essere rapidi nel chiedere le risorse che ci servono» perché solo «la presenza del porto attrezzato e l’adeguamento delle infrastrutture viarie potrà consentirci di chiedere alla Regione e successivamente al ministero di riconoscere a Mantova la caratterizzazione di Zona logistica semplificata».

D’altronde, aveva poco prima ricordato Capelli, «l’ultimo investimento degno di nota a livello infrastrutturale, risale al 1960 con la realizzazione dell’Autobrennero»: «Fare rete e puntare sulla logistica sono i primi obiettivi che questo studio suggerisce. La situazione della nostra provincia risente di una mancanza drammatica di infrastrutture e ora crediamo si sia arrivati a un limite oltre il quale non si può più attendere. Se c’era un prima, già in affanno per le imprese, ora c’è un dopo, che deve vedere una reale ripartenza. Le infrastrutture sono il presupposto di rilancio e il riconoscimento di Zona economica semplificata potrebbe costituire un volano di crescita e di espansione. Quella del Veneto ha già ottenuto le prime autorizzazioni: senza il completamento sulla parte lombarda, i nostri territori verranno penalizzati».

Insomma «la nostra posizione geografica – come rimarcato da Scacchetti – le nostre risorse fisiche e materiali, la cultura del lavoro e il nostro sistema economico costituiscono un insieme di caratteristiche formidabili che meritano di essere valorizzate in modo più efficace». Ma «per rendere il territorio mantovano più accessibile e più vicino ai nodi della grande rete dei trasporti gli investimenti infrastrutturali rappresentano una priorità assoluta» e «questa indagine deve rappresentare il punto di partenza per indirizzare le azioni che ci attendono». E le risposte servono subito, ha rimarcato Bianchi in chiusura: «Non possiamo assolutamente aspettare il 2021. Già prima della fine di quest’anno dovremo aver compiuto le scelte strategiche per il futuro del territorio».
 

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