Lav Mantova: da dodici candidati l’ok alla tutela degli animali

Programma e adesioni sono consultabili sulla pagina Facebook della Lega antivivisezione. Tra i punti: il divieto di fuochi artificiali, l’obbligo per le mense comunali di usare uova di galline allevate all’aperto e metodi non cruenti per contenere la diffusione delle nutrie

MANTOVA. La Lav, Lega antivivisezione, ha stilato un programma a tutela degli animali e lo ha sottoposto all’attenzione di tutti i candidati sindaci e consiglieri comunali, invitandoli a sottoscriverlo per intero o per singoli punti.

Finora lo hanno sottoscritto Gloria Costanti, candidato sindaco di Salute ambiente e futuro e Cinque Stelle (tutti i punti del programma Lav , tranne quello relativo alle nutrie, sono inseriti nel programma della lista Saf); Giuliano Longfils, candidato sindaco di Mantova nel cuore; Roberto Biasotti, candidato sindaco di Viva Mantova; tra i candidati consiglieri, Sabrina Bottardi del Pd, Cristian Pasolini della Lega per Salvini (con un distinguo sul punto fuochi artificiali, prevedendo alcune deroghe), Claudio Bondioli Bettinelli, Lucia Salemi e Fausto Banzi di Sinistra italiana-Verdi, Cesare Azzetti, Gabriella Bottoli, Caterina Di Francesco e Marco Formentini di Rifondazione.

Il programma e le adesioni sono consultabili sul sito lav.it/sedi/mantova e sulla pagina Facebook di Lav Mantova. Anche per le elezioni comunali di cinque anni fa la Lav, che ricorda di non essere legata ad alcun partito e di sostenere in modo trasversale i singoli esponenti politici che portano avanti le sue istanze, adottò la stessa iniziativa nei confronti di partiti e candidati.

La Lav chiede al Comune la piena attuazione del regolamento per la tutela e il benessere degli animali (divieto di condurre cani al guinzaglio stando in bici e obbligo del guinzaglio in luoghi pubblici), la valorizzazione dell’ufficio tutela animali quale organo attuativo del regolamento, il divieto di utilizzare i fuochi artificiali, l’obbligo di utilizzare per le mense comunali uova di galline allevate all’aperto, metodi non cruenti per contenere la diffusione delle nutrie.

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