Salvini a Mantova per Rossi: la temperatura sale quando il “capitano” parla di De Donno

«Ha guarito i malati con  il plasma. Una cura  che non piace a tanti  perché non fa fare affari. Grazie a medici e infermieri». E dopo il breve comizio largo alla lunga coda per i selfie

MANTOVA. Attacchi al governo, un accenno al processo in arrivo e qualche parola per Mantova. Matteo Salvini protagonista ieri sera in piazza Virgiliana davanti a 700 persone con un comizio a sostegno del candidato del centrodestra Stefano Rossi. Ad aprire la serata gli interventi di amministratori locali: i sindaci di Castelbelforte, Canneto e Castiglione.

La consigliera regionale Alessandra Cappellari, Matteo Salvini e il candidato sindaco Stefano Rossi

Sul palco, con il candidato sindaco del centrodestra Stefano Rossi, anche il segretario provinciale della Lega, Antonio Carra, con tanto di maglietta con scritta "Processate anche me!". Capillari i controlli delle forze dell'ordine: schierati 150 uomini dei reparti speciali di polizia e carabinieri, con i reparti antisommossa, gli artificieri e le unità cinofile. In città anche gli agenti della polizia locale e le Fiamme Gialle. «Grazie alla collaborazione e alla sensibilità dei cittadini e dei partecipanti ai comizi è stato possibile organizzare un servizio che ha garantito la sicurezza» ha detto il questore Paolo Sartori.

Arrivano poi il segretario nazionale Paolo Grimoldi e l'assessore regionale alle infrastrutture Claudia Maria Terzi. Salvini arriva sulle note del Nessun Dorma. Tanti i tricolori e le bandiere degli alleati. «Dico grazie a voi per essere presenti in tanti - le sue prime parole - Non entro nelle tematiche locali. Non deve arrivare uno da Milano a spiegarvi come fare». Arriva la prima stilettata al governo: «Il Pd pensa che sia la legge elettorale la priorità. Invece sono il lavoro e la scuola. Da mesi noi diciamo al governo, state sottovalutando la cosa. Oggi è il 2 settembre. Ci sono migliaia di cattedre vuote, mancano aule. Noi proponiamo di stabilizzare gli insegnanti precari di Mantova, invece che farli girare tutti gli anni. Mancano le aule? Usiamo quelle che le scuole prioritarie mettono a disposizione».

Poi il discorso scivola sul Carlo Poma: «Un grazie a medici e infermieri. E al dottor De Donno che ha dimostrato di avere due palle così. Attaccato e vilipeso, ha curato i malati con la cura del plasma. Una cura che non piace a tanti perché non fa fare affari».



Tema cassa integrazione: «Ad alcuni non arriva da marzo. Fossi il presidente dell'Inps scomparirei dalla vergogna. Se non ci fossero stati gli imprenditori ad aver anticipato i soldi, campa cavallo». Salvini parla anche delle sue vicende giudiziarie. «Al giudice dirò che mi dichiaro innocente. Questo perché sono stati 60 milioni di italiani a chiedermi di fermare gli sbarchi. Con noi, l'anno scorso fino al 2 settembre, gli sbarchi si erano fermati a quota 5.000. Quest'anno, nonostante il virus, è stata superata quota ventimila. Ventimila bocche da sfamare in più con gli italiani alle prese con la crisi. Questo governo dovrebbe andare a processo per alto tradimento. E pensare che gli stranieri regolari che ho incontrato sono i primi a dirmi di chiudere i porti. Sono miei fratelli». Il finale è per Mantova. «Una delle città più belle del mondo. La politica la sta riportando indietro».
 

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