Aspiranti sindaci a confronto a Viadana: tiene banco la crisi da Covid-19

Serata dai toni pacati, ma critiche alla giunta per la gestione dell’emergenza. Cavatorta: «In futuro dovremo lavorare per evitare che la situazione si ripeta»

VIADANA. Ha prevalso il fair-play  nel corso del confronto pubblico sul tema “Il volontariato incontra la politica”: i candidati sindaci, relatori della serata, hanno espresso le proprie motivazioni personali e visioni programmatiche con toni generalmente pacati e non polemici.



Una novità, rispetto a passate campagne elettorali. Ha pesato forse una certa emozione, oltre a un accordo di fondo su almeno alcune ricette per il futuro del territorio. L’appuntamento era stato promosso dalla locale Consulta del volontariato, con l’obiettivo di aprire un canale di dialogo e avviare possibili sinergie con la futura amministrazione municipale. La tavola rotonda, inizialmente prevista nel giardino del Muvi, causa maltempo si è svolta nel salone polivalente della cooperativa sociale Palm W&P di Buzzoletto, alla presenza di un pubblico numeroso e attento. Molti anche i cittadini che hanno seguito la diretta facebook sulla pagina della Consulta (dalla quale è ancora possibile rivedere il dibattito).

L’incontro è stato aperto da una breve riflessione di don Paolo Tonghini: «Il volontariato – ha affermato il presidente della Consulta – ha un valore intrinseco per la comunità. La sua azione fa risparmiare risorse pubbliche. A noi, come volontari, stanno a cuore i principi della solidarietà e della sussidiarietà, coi più poveri e bisognosi al primo posto».

Tra i diversi temi affrontati nel corso della serata, una parte importante ha avuto l’emergenza sanitaria e sociale, che tante sofferenze ha provocato alla comunità viadanese, e che sicuramente richiederà una presa in carico pure al nuovo sindaco. «Nei prossimi mesi, forse anni – ha detto Nicola Cavatorta (Lega, FdI, civiche Viadana in Testa e Forza Viadana) – non potremo fare a meno di lavorare per evitare che la situazione si ripeta. L’amministrazione uscente si è mossa con grande impegno, in collaborazione con le associazioni. Per il futuro dovremo mettere in campo azioni mirate a sostegno di chi ha sofferto lutti e disagi economici, di tipo non solo economico ma anche psicologico». «La riapertura delle scuole – ha notato Lorenzo Gardini (Movimento 5Stelle) – sarà un banco di prova. Io suggerisco alcuni accorgimenti, come la misurazione della febbre all’ingresso degli scuolabus e non delle scuole, e l’inserimento di controllori a bordo dei mezzi per evitare contatti diretti tra i bambini».

Con riferimento agli anziani e persone sole, Gardini ha proposto il potenziamento dei servizi di assistenza domiciliare, con istituzione della figura dell’infermiere di famiglia. «Occorrerà poi aprire tavoli di confronto con l’Ats e l’ Asst, nonché prevedere agevolazioni fiscali e sburocratizzazioni a sostegno delle imprese». Alessia Minotti (civiche Viadana Davvero, Generazione Viadana, Viadana Futura e Il Grande Fiume) ha criticato la gestione dell’amministrazione uscente: «Il Coc (Centro operativo comunale) andava aperto non solo alla protezione civile, ma a tutte le associazioni, alle imprese, alle scuole. L’attività di informazione e di indirizzo dei cittadini avrebbe dovuto essere più capillare. La casa di riposo non è stata aiutata nel momento di difficoltà. Ne dovremo tener conto in futuro, qualsiasi nuova emergenza dovesse capitare». Anche per Silvio Perteghella (civica Viadana Democratica) bisognerà trarre insegnamento dal passato: «Il sindaco dovrà svolgere un ruolo attivo per l’individuazione precoce dei focolai. Con la riapertura delle scuole, ritengo necessario attivare uno screening periodico della popolazione: non saranno soldi buttati, perché la prevenzione servirà a evitare nuove e più dannose restrizioni e chiusure».

«La scuola – ha convenuto Fabrizia Zaffanella (sostenuta dalla civica ioCambio e dalla lista Uniti per Viadana, promossa da Pd, Psi e ItaliaViva) – costituirà ancora per settimane una situazione di crisi. Il nuovo sindaco dovrà garantire sicurezza, servizi educativi e risposte ai bisogni delle famiglie. Anche l’aspetto sanitario dovrà essere ripreso in mano: per attivare servizi domiciliari, e per promuovere una programmazione sanitaria che ci consenta di non farci più travolgere dall’emergenza. Abbiamo visto tutti, in questo frangente, l’importanza dell’ospedale territoriale: dovremo lavorare per chiedere il potenziamento dell’ospedale Oglio-Po e dei servizi sanitari cittadini».

All’organizzazione della serata hanno collaborato tra gli altri Marta Sanfelici, Primo Barzoni, Alberto Rossini, Marisa Pizzamiglio, Cristina Saccani e la Pro Loco.

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