Le strade della Bassa sono impraticabili: «Incidenti in aumento»

BASSO MANTOVANO. L’argomento di certo non è nuovo. Ma ci sono momenti in cui è attuale più che mai. Adesso per esempio, con l’autunno alle porte, le piogge che hanno già cominciato a scendere con forza: quel poco che resta degli asfalti stradali si sta ulteriormente sgretolando.

Mille chilometri di strade in gestione, pochi fondi e personale ridotto all’osso. Anche per la Provincia la soluzione non è facile. Investimenti continui sulle manutenzioni, che ormai però sembrano inutili. I lavori più importanti di rifacimento manto stradale, sfalci, rinnovo cartellonistica e pittura strisce vengono affidati in appalto a ditte esterne. Per la piccola manutenzione resiste un modesto drappello di dipendenti, una quindicina su tutto il territorio provinciale, impegnati ogni singolo giorno a sistemare buche, tagliare vegetazione, pulire incroci e ponti, fare tagli in banchina per drenare l’acqua piovana. Ma non possono fare di più.


Tutte le zone del Mantovano hanno gli asfalti che si sfaldano; alcune più di altre, magari per ragioni morfologiche, oppure socio-economiche (maggior percorrenza di auto e camion, dovuta ad un più alto numero di abitanti e di industrie) che rendono necessari interventi di manutenzione più ravvicinati.

Il Basso Mantovano, da Pegognaga a Felonica, 200 chilometri di strade, è forse tra le aree in condizioni peggiori, primo proprio per la sua conformazione geologica, terreni argillosi e cedevoli, poi perché a vocazione prettamente agricola, con strade strette e attraversate da trattori, mietitrebbie, camion carichi di mais e barbabietole che devastano le risicate banchine, provocano smottamenti e abbassano il terreno. In particolare nella zona ex paludosa tra Magnacavallo, Sermide, Poggio Rusco ci sono strade quasi impraticabili, manti stradali sfondati o a onde, buche che sono ormai la conformazione base del manto stradale. Pericoli continui per le auto: «Non a caso gli incidenti sono sempre più frequenti» dice un gruppo di automobilisti, che ci ha segnalato il caso.

Che fare dunque per risolvere un problema che sembra insormontabile? I sindaci della zona cercano di perorare la causa in tutti i modi, ma ormai l’interlocutore non è nemmeno più l’amministrazione provinciale, cui sono stati tolti poteri e fondi, ma la politica, il governo. Situazioni drammatiche vengono segnalate dai cittadini un po’ ovunque: sulla Sp 35 Sermide-Felonica, la 482 Ostigliese, la 80 delle Valli, la 43 Quistello-Pieve, la 34 Revere-Pilastri, la sp 41 Quingentole-San Benedetto, la 51 Bondanello-Moglia, la 496 Virgiliana e, spostandosi in altre zone, anche la 1 Asolana, la 10 Cremonese. —

Daniela Marchi. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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