La Rsa diventa una struttura Covid: «Dobbiamo trasferire i nostri cari»

I Melograni di San Giorgio si candida al bando Ats: protestano le famiglie degli anziani ospiti

SAN GIORGIO BIGARELLO. Una residenza sanitaria di San Giorgio Bigarello, I Melograni, si candida a diventare struttura Covid, che ospiterà cioè pazienti positivi non gravi, asintomatici o che vengono dimessi dagli ospedali. Il bando dell’Ats non è ancora stato pubblicato ma la casa di riposo, non essendoci molte altre strutture in grado di offrirsi in questo momento, ha già messo in conto di poter vincere il bando. Tanto che venerdì scorso ha incontrato i familiari di una trentina di anziani attualmente ospitati (su una capienza massima di ottanta) per informarli che entro la fine del mese i propri genitori o nonni dovranno essere spostati altrove: in una delle altre tre Rsa della società titolare – la Welfare Italia di Reggio Emilia – cioè I Girasoli di Cerese, I Ciclamini di Quistello, i Tulipani di Gonzaga, oppure in un’altra a loro scelta.

La proposta non è piaciuta molto alle famiglie, preoccupate soprattutto dell’impatto psicologico che un cambio di struttura con relativo trasloco, può comportare su persone di ottanta o novant’ anni, allettate o in carrozzina.


«Mia madre – racconta una signora – è già un po’ depressa dopo tutti questi mesi di emergenza sanitaria, in cui non ha potuto incontrare noi familiari. Adesso abbiamo ripreso a vederci almeno una volta a settimana dietro i vetri; l’idea di trasferirla altrove mi preoccupa molto, credo che ne morirà, perché lei è lì da anni, considera la Rsa casa sua, conosce il personale. Ho comunque dovuto trovarmi un’altra struttura vicina alla città, perché non ho la macchina e non posso andare lontano a trovare mia madre».

«Io sono di San Giorgio – le fa eco il figlio di un’altra signora ospite a I Melograni – non riesco a spostarmi troppo. Ho trovato per fortuna in città. Ma sono perplesso di fronte a tutta questa fretta di trasferire gli ospiti».

Ci spiega le motivazioni della scelta, una delle responsabili della società, Antonella Spaggiari: «I Melograni è una struttura autorizzata, accreditata ma non convenzionata. Siamo aperti da cinque anni ma non abbiamo ancora ottenuto da Ats i posti a contratto. I nostri utenti devono pagare l’intera retta, quindi abbiamo perlopiù ospiti che restano per brevi periodi. Le nostre strutture, nel Mantovano, per fortuna non sono state toccate dal Covid, però in questo periodo gli ospiti ai Melograni sono solo una trentina, quindi pochi per l’impegno economico richiesto. La Welfare Italia, venendo a conoscenza delle intenzioni delle Ats di pianificare l’emergenza covid con strutture interamente dedicate a pazienti positivi, ha deciso di candidare I Melograni, che è quella che al momento ospita meno persone. Non sarà riservata solo un’ala all’interno della Rsa, provvedimento della Regione duramente criticato all’inizio del lockdown e che non si può più attuare, ma verrà proprio utilizzata l’intera struttura. Nel nostro caso per pazienti positivi non gravi, asintomatici, in quarantena». —


 

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