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A Mantova i Fasci del lavoro appoggeranno Bonatti, il camerata in Forza Italia

L’esponente dell’estrema destra si schiera con l’amico, entrato  da indipendente nel partito:  «Siamo stati processati e assolti per le nostre idee»

MANTOVA. I Fasci italiani del lavoro appoggeranno, alle prossime elezioni comunali di Mantova, Fiorenzo Bonatti, indipendente candidato nella lista di Forza Italia. L’annuncio arriva dal fondatore e leader della formazione di estrema destra che si richiama alla Rsi, Claudio Negrini da Sermide.

«Inviteremo a votare Bonatti – afferma – da sempre vicino al nostro movimento, amico e camerata. Lo sosterremo – tiene a precisare – anche se è nella lista di Forza Italia, ma è un indipendente». Negrini ricorda i suoi trascorsi di militanza con Bonatti: «Nel 2005 fummo entrambi processati per apologia del partito fascista e poi assolti».


L’endorsement di Negrini sicuramente creerà polemiche così come le suscitò la candidatura di Bonatti tra gli azzurri, imprenditore 53enne di San Giorgio, una vita nell’estrema destra fino all’approdo, alle politiche di due anni fa, nella lista con Forza Nuova e i Fasci italiani del lavoro. Un suo fotomontaggio, in cui appariva in orbace accanto al Duce, ha messo in imbarazzo gli elettori moderati di Forza Italia (non i vertici del partito che avevano difeso la scelta di candidarlo) e provocato la dura reazione dei partiti di centrosinistra e dell’Anpi.



Lo stesso Bonatti si era definito «un moderato» e aveva parlato di quella foto come di una burla. E aveva spiegato: «Non rinnego la mia provenienza dall’Msi, ma sono vent’anni che opero nel sociale, che faccio beneficenza senza sbandierarlo in giro. Faccio più di quello che fa la sinistra. Per questo mi ritengo un comunista in camicia nera».

Negrini, a fine giugno scorso, era stato assolto in appello dal reato di ricostituzione del partito fascista (assieme ad altre nove persone) confermando la sentenza di primo grado: era l’epilogo della vicenda iniziata dall’allora presidente della Camera Laura Boldrini quando, nel 2017, stigmatizzò l’elezione nel consiglio comunale di Sermide di un esponente dei Fasci del lavoro (Fiamma Negrini, figlia di Claudio). L’esito delle elezioni fu annullato dal Consiglio di Stato dopo che il Tar aveva escluso i Fasci dal consiglio; nelle successive elezioni del 2019 i Fasci non si presentarono direttamente ma appoggiarono la lista “Italia agli italiani” tra Forza Nuova e Fiamma Tricolore che conquistò un consigliere. Nel frattempo andava avanti anche l’indagine penale.

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