Casa di riposo Grassi, protestano le famiglie: «Visite da rivedere»

I parenti degli ospiti chiedono di reinserire le videochiamate: «Quindici minuti di incontro a settimana sono troppo pochi»

VIADANA. «Si definiscano nuove modalità per gli incontri tra ospiti e parenti». A lanciare un appello alla direzione dell’istituto geriatrico Grassi è proprio un gruppo di parenti: «Le disposizioni in essere, oltremodo rigide, fanno sì che non possiamo quasi più vedere e sentire i nostri cari». È stata naturalmente l’emergenza coronavirus a costringere la casa di riposo a limitare quanto più possibile i contatti con l’esterno.

«A ognuno di noi – riassumono i parenti – è consentita una sola visita la settimana, della durata massima di quindici minuti. Gli incontri si svolgono a distanza, attraverso una vetrata; e molti tra gli ospiti più anziani finiscono per pensare che sia per nostra volontà. Chiediamo pertanto disposizioni e tempistiche di incontro più umane, pur con le dovute precauzioni di sicurezza». Almeno inizialmente la struttura aveva garantito la possibilità di effettuare videochiamate quotidiane, con l’assistenza del personale. «Non sono mancati i problemi tecnici e le chiamate a vuoto – dicono i famigliari – ma questa possibilità di comunicazione era comunque importantissima. Nei giorni scorsi, però, l’istituto ha deciso di negare a noi e ai nostri congiunti, anche questa opportunità».


Rimane, come sola occasione di incontro, quella settimanale da 15 minuti: «Un quarto d’ora ogni centosessantotto ore». Secondo i parenti, è lo stesso Istituto superiore di sanità a consigliare di incrementare i rapporti personali, per favorire il benessere della persona: «Chiediamo pertanto alla direzione della Grassi di rivedere la propria decisione relativamente alle videochiamate, e di ridefinire le modalità di incontro coi nostri cari». —

 

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